Una scuola per il Malawi, il viaggio
di Giulia
DireGiovani - blip.tv
Una scuola per il Malawi, il viaggio
di Giuseppe e Paolo
DireGiovani - blip.tv
Sono tornate il 2 maggio con un volo diretto della
Neos, compagnia aerea
dell'Alpi Tour e sponsor del viaggio le oltre 200 persone, tra cui più di 100 studenti,
che hanno partecipato in Malawi alla visita alle missioni comboniane della capitale Lilongwe e a quelle monfortane
di Balaka per inaugurare, insieme al sindaco Veltroni, due scuole primarie
costruite attraverso l’impegno di venti scuole superiori romane e del
coordinamento
“Ostia per l’Africa”. Tra loro anche due componenti della nostra
Associazione “Seconda Linea Missionaria”: Giuseppe Aragona, il nostro Presidente
e suo figlio Paolo, tra l’altro insegnante al
Liceo Labriola, che tanta parte ha avuto, insieme alla nostra
Associazione – membro fondatore del coordinamento insieme al gruppo d’iniziativa
sociale del Liceo e referente amministrativo del viaggio - per
l’individuazione del progetto e i contatti con le missioni visitate.
Il viaggio ha
portato in soli cinque giorni a sperimentare una profonda e cosciente
condivisione insieme ad emozioni forti , di quelle che lasciano il segno.
Tutto a partire
dal
28 aprile quando una folla davvero “oceanica” ha accolto a Nkhukwa, nei
dintorni della capitale Lilongwe, studenti e accompagnatori che si
accingevano a inaugurare la scuola “Roma” dedicata ad Angelo Frammartino,
il volontario di Monterotondo ucciso lo scorso anno a Gerusalemme e costruita,
oltre che con i fondi raccolti dalle scuole, anche con il generoso contributo di
vari sponsor tra i quali l'Inprogest, del
Gruppo Abbondanza,
l'Unipol, la
CMB e la
CNA di Pesaro. Tra canti e
danze, donne, bambini, giovani e anziani, seguendo i cinque pullman, hanno
accompagnato gli attesi ospiti fino alla spianata che ha accolto la
ristrutturata e ampliata scuola di Nkhukwa, dove 800 bambini potranno
intraprendere e approfondire la loro formazione scolastica.
Il giorno
successivo,
29 aprile, la comitiva si è spostata a Balaka, nel sud del paese, dove
una bellissima accoglienza è stata loro riservata dalla comunità ecclesiale per
partecipare alla Santa Messa che il sindaco Veltroni stesso ha definito una
straordinaria esperienza. Tra canti meravigliosi e a ritmo di danza la funzione,
officiata da Padre Mario Pacifici, missionario monfortano da oltre trent’anni in
Malawi, fondatore della cooperativa “Andiamo”, ha subito coinvolto tutti i
partecipanti che alla fine hanno condiviso con gioia, su invito del missionario,
un canto di ringraziamento danzando insieme davanti all’altare. Ancora
emozionati tutti sono saliti su otto pullman più piccoli (per via della
pista piuttosto stretta) per recarsi al villaggio di Matola dove avrebbero di lì
a poco inaugurato la splendida struttura, costata 125 mila Euro, della scuola
primaria “Ostia”, costruita in tre anni di costante impegno dal
Coordinamento “Ostia per l’Africa”, guidato dal tenace Presidente don Franco De
Donno. Fortissima all’arrivo l’emozione di tutti i membri del Coordinamento, dei
membri presenti di Seconda Linea Missionaria, dei docenti del Liceo Labriola,
del Presidente del XIII Municipio Paolo Orneli, nel leggere sulle mura della
scuola i nomi di tutti coloro che hanno permesso, con l’impegno personale e con
il loro sacrificio economico, la realizzazione di un sogno che darà ad oltre
mille ragazze e ragazzi l’opportunità di andare a scuola e di sperare in un
futuro diverso. La pioggia, che è arrivata improvvisa, non ha scoraggiato i
giovani, entusiasti e meravigliosamente coinvolti, dal danzare sotto un cielo
plumbeo e scrosci d’acqua – letti e interpretati non come problema ma come dono
e auspicio in una stagione che si prepara ad essere arida – insieme ai loro
coetanei di Matola. Tornati un po’ di fretta - per la paura di rimanere
impantanati nel fango che andava formandosi sulla pista - alla missione
monfortana di Balaka, la giornata è proseguita con un pranzo offerto dalla
missione che, un paio d’ore prima, aveva preparato da mangiare per tutte le
duemila persone che abitano nei villaggi circostanti perché tutti avessero la
sensazione che quel giorno si stava svolgendo una grande festa. Nel pomeriggio,
dopo i discorsi di Padre Mario, del Ministro dell’Istruzione del Malawi e del
sindaco Veltroni, Padre Piergiorgio Gamba, anche lui missionario monfortano e
responsabile dell’Adozione a distanza, è arrivato, insieme alla coordinatrice
dell’Ufficio Adozioni Ethel Banda, con circa 60 ragazzi dell’adozione tra cui
Grisham, un quindicenne che il 22 febbraio 2006, presso il “Labriola” di Ostia,
il sindaco aveva adottato su segnalazione dello stesso Liceo. Il ragazzo ha
regalato al suo “padrino” un bastone in ebano, segno distintivo di ogni capo
villaggio. Prima che facesse buio tutti si sono avviati ai pullman per recarsi
presso l’Hippo Lodge di Liwonde, l’hotel che ha ospitato la comitiva fino alla
fine del viaggio.
Il
30 aprile si è rivelato il giorno dell’impotenza e della sofferenza. Il
gruppo si è infatti recato a visitare – prima volta in assoluto - un campo di
rifugiati nella zona di Luwani dove sostano circa 2800 profughi in attesa
straziante di tornare in “libertà”. Il campo è gestito dall’ Alto Commissariato
delle Nazioni Unite per i rifugiati ed accoglie gente, di cui il 40% bambini,
dal Rwanda, dal Congo, dal Burundi… da tutti quei paesi, insomma, dai quali si
fugge per evitare di morire. Canti, balli, discorsi ufficiali… ma la cosa più
drammatica la richiesta d’aiuto che si è concretizzata in voglia di raccontare,
uno per uno, a chiunque dei partecipanti il proprio passato, le proprie
sofferenze e le proprie speranze quasi fosse, come ha ben interpretato il
sindaco Veltroni, un messaggio in una bottiglia che si spera approdi su una
spiaggia abitata sulla quale qualcuno possa trovarla. E così si sono
materializzate nella mani degli “ospiti” del campo lettere da portare fuori di
lì, destinate agli stessi visitatori o a lontani interlocutori, tra i quali
anche il Santo Padre. Nell’avviarsi verso l’uscita ognuno aveva per mano un
bambino e non per la ricerca di una tenera gratificazione emotiva, ma perché le
mani dei bambini avevano cercato le loro e, accompagnandoli, speravano che li
portassero via da lì… Non piangere è stata un’impresa difficile perché il senso
di frustrazione si è impadronito di tutti e un’amara constatazione si è fatta
avanti: l’ONU, tanti soldi e un tale inferno; i missionari cattolici: solo
offerte, gratuità e tanti segni di speranza. Eppure sui giornali occidentali,
nella testa di tanta gente - che non sa - invocazioni e speranze verso le
Nazioni Unite, sempre più spesso incapaci di gestire le emergenze, e tanto
livore nei confronti di una Chiesa che parla e vive sempre e solo d’amore. I
misteri dell’umanità.
Nel pomeriggio,
dopo il pranzo a Blantyre, una visita veloce all’Health Center della Comunità di
S.Egidio, dove attraverso il progetto Dream, si sta intervenendo con successo
nella cura e nella prevenzione dell’HIV.
Martedì 1
maggio, di buonora gli italiani si sono recati nel remoto villaggio di Kapandatsitsi, circa 30 km da Balaka, dove stava operando un’unità medica per
l’assistenza e la cura dei malati. In attesa del presidio medico che si sta
costruendo in questi mesi su iniziativa del gruppo di Rosignano Solvay Pang’onoPang’ono
e della nostra Associazione “Seconda Linea Missionaria”, e con l’aiuto del
Rotary club di Riviera dei Cedri, i medici avevano allestito l’ambulatorio nella
piccola Chiesa locale. Si è potuto constatare come sia importante per i nostri
missionari tenere sempre unite, anche nei segni, la cura dello spirito con la
cura del corpo, tempio vivo dello spirito dell’uomo, immagine dello Spirito di
Dio.
Tornando verso
nord, il gruppo si è diretto verso Mangochi, distretto che lambisce il lago
Malawi, per visitare un villaggio di pescatori e la cooperativa agricola
“Arcobaleno”, nella missione di don Federico Tartaglia, dove i duecento ospiti
hanno potuto ascoltare il progetto che prevede, con gli anni, di restituire ai
malawaiani una reale autonomia nella gestione della propria economia locale.
Tornati in
Hotel all’imbrunire, alla sera l’Alleluya Band di Balaka ha raggiunto il gruppo
per donare, attraverso la sua musica, l’amicizia del Malawi e pronunciare un
sentito arrivederci con la certezza che ci si rivedrà ancora e che nessuno
dimenticherà questi meravigliosi cinque giorni nello splendido Malawi, “il cuore
caldo dell’Africa”.
Il 2 maggio
sveglia alle 5 per recarsi all’aeroporto. Visi un po’ stanchi, espressioni
pensierose, poca voglia di parlare all’inizio. Partenza alle 7,45 e il viaggio è
proseguito tranquillo, salvo alcuni inconvenienti tecnici agli stressati
pullman, fino alle 11 quando, per iniziativa del sindaco Veltroni, il gruppo si
è fermato e, in concomitanza con l’inizio dei funerali della giovane Vanessa
Russo, scesi tutti dai pullman, si è fatto un minuto di silenzio e poi, su
invito esplicito dello stesso Veltroni (cosa che pochi giornali hanno pensato di
scrivere), Padre Gaetano, uno dei partecipanti ha pregato per la ragazza uccisa
e i presenti, in gran numero, hanno recitato “L’eterno riposo”.
Intorno alle
13,45 il Boeing 767 della Neos ha decollato dall’aeroporto di Lilongwe alla volta
di Roma dove, alle 22,25, 206 persone, scendendo dall’aereo, si sono accorte di
non essere più quelle di prima.
Associazione Seconda Linea Missionaria tratta i
seguenti argomenti:
Adozioni a
distanza - Aiuto concreto al Malawi - Preghiera e offerte - AIDS in Africa -
farmaci per l'aids
trasmissione HIV madre-figlio - missioni Malawi -
padri monfortani - ostia per l'africa - Veltroni - Roma Africa - Matola - Luwani
- Nkhukwa - il sorriso del cuore - don franco De Donno
parrocchia di S.Monica - l'apostolo di Maria -
diocesi di Mangochi - balaka parish - fame nel mondo - carestia - povertà