| Chi siamo |
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| venerdì 20 marzo 2009 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Promotrice di numerose iniziative nell'ambito della propria parrocchia e di altre zone limitrofe, l' Associazione si è impegnata in diverse attività di sostegno ad alcune diocesi di paesi dell' Africa e dell' Asia come il Madagascar, il Senegal, la Tanzania, l'Uganda, l' India e le Filippine, ma ha sviluppato un rapporto preferenziale con la diocesi di Mangochi in Malawi (Africa australe) dove operano i missionari monfortani italiani; un rapporto che dura ormai da 30 anni, suggellato nel 1982 da un gemellaggio tra la parrocchia di Santa Monica e la diocesi africana. Diversi componenti dell'Associazione si recano periodicamente, a proprie spese, nelle missioni del Malawi allo scopo di rendersi conto direttamente delle necessità più impellenti della gente. Così, nel 1984, invitato dal Vescovo, lo stesso parroco Mons. Giovanni Falbo ha visitato insieme ad altri amici del gruppo le missioni della diocesi gemellata con Ostia.
Il sostegno che la comunità di Ostia dà a quella africana segue strade diversificate. Oltre all'invio di containers con medicinali, alimenti, materiale scolastico, sapone, vestiti ed altre cose, richieste direttamente dai missionari, vengono finanziate numerose microrealizzazioni. In tutti questi anni sono stati costruiti ospedaletti, dispensari, aule scolastiche, pozzi d'acqua, casette per i malati di lebbra e ultimamente un asilo che continua ad essere finanziato mensilmente.
Ma l'impegno più importante, iniziato dall'Associazione nove anni fa, è quello delle Adozioni a Distanza di bambini orfani. Il Malawi è
Quantificare il lavoro svolto in tutti questi anni dal Gruppo “Seconda Linea Missionaria”, ora Associazione Onlus, è pressoché impossibile anche se tutto ciò che riguarda le entrate e le uscite in denaro risulta dai registri. Si vuole qui accennare solo alle micro-realizzazioni, cioè a tutto quello che è stato speso per costruzioni soprattutto in Malawi perché richiesto dai vari missionari o ritenuto da noi una necessità più impellente per quella popolazione. Convinti che i missionari sapessero usare il denaro anche senza il nostro parere, essendo sempre presenti alle necessità di quelle popolazioni, generalmente si inviavano le varie somme senza richiedere come le avrebbero spese. In questi tre decenni abbiamo spedito decine di tonnellate di medicinali sia in Malawi, dove tuttora continuiamo ad inviarne, che in altri paesi come il Madagascar, l’Uganda, lo Zambia, la Tanzania, il Kenia, il Burundi, la Somalia, il Senegal, le Filippine, l’India ed altri paesi del Terzo Mondo. Si pensi che, negli anni ‘80, Monsignor Assolari aveva addirittura aperto una farmacia privata gestita da una suora dove si attingevano medicinali sia per l’ospedale diocesano che per i vari dispensari distribuiti nelle varie Missioni della diocesi. A queste spedizioni, specialmente quando si spedivano via mare per mezzo di containers, si univano ovviamente merci varie come tonnellate di alimenti, materiale scolastico, materiale igienico-sanitario, vestiario ed altro. Sin dal 1973, su richiesta di P. Luciano Nervi, il GSLM aveva organizzato le “adozioni a distanza” di bambini della missione di Utale in Malawi. Alcuni amici di Ostia che adesso hanno altre adozioni ricorderanno di averne avute di queste fino agli anni 80.
Nel 1980 abbiamo costruito l’ospedaletto di Mase e l’anno dopo lo abbiamo dotato di pannelli solari perché potesse funzionare un frigorifero per conservare i vaccini e la luce elettrica in sala parto. Quell’anno è stato costruito anche il primo pozzo a Katema, a circa 30 chilometri dalla parrocchia di Mangochi; anche qui abbiamo aiutato il missionario a costruire il dispensario e la maternità. In quel periodo tutti i nostri sforzi sono stati dedicati alla costruzione di pozzi d’acqua avendo notato, in uno dei primi viaggi, che le donne a volte percorrevano tantissimi chilometri per attingere un po’ di acqua per le necessità familiari. Tra il 1980 e il 1995 sono stati scavati almeno una ventina di pozzi nella parrocchia di Mangochi, quando era parroco P. Luciano Nervi ed altrettanti a Utale e dintorni. Ma tanti altri ne sono nati nelle altre Missioni di Balaka, Namandanje, Ulongwe, Kankao, Namalaka ecc. Nel 1984 abbiamo finanziato la costruzione della scuola di Nsejere, un grosso villaggio dove solo un giovane sapeva leggere e scrivere; la scuola più vicina era a circa cinque chilometri di distanza ed essendo la zona infestata da serpenti ed animali feroci, la gente preferiva non mandare a scuola i propri figli. Nel 1985 abbiamo finanaziato l’acquisto della prima macchina per rilegare i libri della stamperia di Balaka e la prima macchina elettronica da scrivere per P. Piergiorgio Gamba. Nel 1987 abbiamo provveduto alla costruzione di alcuni padiglioni dell’ospedale di Utale di P. Gianni Maggioni. L’anno successivo ci è stato richiesto aiuto per i profughi della rivoluzione mozambicana: un milione di persone rifugiate in Malawi! Abbiamo finanziato costruzione di alloggi soprattutto a Mangochi e Namwera dove erano nati alcuni campi di profughi; in queste zone abbiamo intensificato l’invio di medicine, parte delle quali venivano ritirate nascostamente da missionari italiani stanziati nel vicino Mozambico. Negli anni successivi abbiamo provveduto all’arredamento dell’ospedale di Phalula richiestoci da P. Francesco Perico ed allo scavo di altri numerosi pozzi sia a Phalula che altrove; a Utale è seguita la costruzione di alcune decine di piccole case per i malati di lebbra e, successivamente, la scuola superiore per i figli dei lebbrosi. Finalmente, nel 1994 la costruzione dell’asilo S. Monica di Balaka. Gli anni che vanno dal 1994 in poi vedono la nostra partecipazione alla costruzione al grande ospedale di Mikoke costruito da Suor Mariangela, la costruzione di sei aule scolastiche nella parrocchia di Kankao, e, recentemente, la maternità a Balaka e la scuola S. Agostino. Ed eccoci alla storia degli ultimi 10 anni con le “adozioni a distanza” dei bambini orfani di Balaka, Mangochi e Namwera, l’iniziativa “Adotta una mamma”, la costruzione dell’asilo “S. Monica” di Balaka, dell’ospedale di Mikoke e, recentemente, della scuola primaria “S. Agostino”, sempre a Balaka. Senza dimenticare la recente iniziativa “Ostia per l’Africa”.
Con l’esercizio 2002 l’associazione Seconda Linea Missionaria si è costituita in Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale (ONLUS ). Questa scelta ha comportato per noi un grande sforzo organizzativo, per uniformare le nostre procedure di raccolta ed erogazioni di fondi, alle disposizioni previste dal Ministero delle Finanze, ma darà ai sostenitori delle nostre iniziative la possibilità di godere delle detrazioni e deduzioni fiscali previsti dalle normative fiscali vigenti. La legge prevede un regime di favore per le erogazioni liberali fatte dai privati e dalle imprese alle ONLUS. I privati (cioè soggetti che non svolgono né attività d’impresa né attività professionale) potranno sostenere le Onlus mediante versamenti in denaro che danno luogo ad una detrazione d’imposta del 19%, su una cifra massima di Lire 4.milioni. I suddetti versamenti dovranno essere effettuati tramite banca, posta, assegni bancari, assegni circolari, carte di debito, di credito e prepagate. (noi non siamo organizzati ad accettare carte di credito). Le imprese potranno sostenere le Onlus con versamenti in denaro fino al 2% del reddito d’impresa dichiarato o fino ad un massimo di lire 4.milioni. Gli imprenditori potranno scegliere se godere delle deduzioni dal reddito d’impresa o detrazioni d’imposta al 19%. Per le imprese, inoltre, le derrate alimentari e prodotti farmaceutici alla cui produzione o scambio è diretta l’attività d’impresa ed i beni oggetto dell’attività propria delle imprese, ceduti gratuitamente alle Onlus non si considerano destinati a finalità estranee all’esercizio dell’impresa, e il costo specifico dei beni ceduti è deducibile per un importo non superiore a lire 2.000.0000.
Donazioni alle Onlus
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| Ultimo aggiornamento ( venerdì 20 marzo 2009 ) | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||



