Carissimi della grande tribù dell'Adozione a
Distanza della grande missione di Balaka
Da giorni abbiamo atteso questo momento per scrivervi anzi, possiamo dire da
anni. Da quando timidamente è iniziata l'Adozione a Distanza come risposta ad
un'emergenza che abbiamo sempre sperato avesse una fine e non dovesse
prolungarsi nel tempo fino a diventare anni.
E questo giorno è diventato poi il giorno più lungo che non vuole arrivare alla
fine. E' iniziato in piena notte quando alcuni giovani sfondando una finestra
sono entrati nell'ufficio delle adozioni
di Balaka. Ci hanno portato via i computers che sia pure a fatica ci hanno
permesso di seguire ogni adozione e sia pure combattendo con il fatto che spesso
un ragazzo cambia nome o lo scrive una volta in inglese e una volta in chichewa...
insomma ci avevano permesso di restare anche collegati con l'e-mail e arrivare
nelle vostre case. Certamente ci saranno copie e CD a recuperare tanti dati, ma
è stato tristissimo che dalla nostra stessa comunità venisse un tale gesto e
venisse soprattutto da giovani uguali uguali a quelli adottati e ancora gli
stessi che poi riempiono le prigioni del Malawi.
Gesti che hanno molte spiegazioni, la più facile viene proprio dalla povertà del
paese, perché non si spiega altrimenti il fatto che assieme ai computers abbiano
preso i faldoni con i nomi o un orologio
rotto.
Ma non è di questo che volevamo parlarvi. Anzi proprio oltre questo gesto
difficile da accettare, avevamo la notizia più bella da annunciarvi per questo
anno 2007.
Ma partiamo con ordine:
1. Per anni il nostro villaggio si è chiamato Kaumphawi. Un villaggio
grandissimo che prendeva quasi metà della cittadina di Balaka e una grandissima
estensione della savana che ci circonda. Per tanti motivi la gente è giunta a
scegliere di ridividere questo villaggio. Da sabato e dopo un'intera notte di
veglia e di canti c'è stata la scelta del nuovo capo villaggio dove c'è
l'ufficio delle adozioni. Un giorno vi racconteremo del cerimoniale della scelta
di un nuovo capo villaggio della sua funzione e anche dello scontro che oggi
esiste tra autorità tradizionale e autorità democratica eletta... Per oggi vi
presentiamo il nostro capo villaggio che ha preso il nome di NANKOMBE Village e
questo è diventato anche il nome del Mr Kamowa che parla un eccellente inglese
imparato nell'allora Rhodesia e ha più di settant'anni ben portati. E' un
grandissimo sostenitore del progetto dell'Adozione ed è orgoglioso che questo
sia uno dei programmi che il suo villaggio può vantare.
2. La notizia più notizia. La storia più bella è però questa:
Si chiama Mphatso Grasiano. Un nome che dice tutto quanto dell'Adozione. Vuol
dire un DONO.
Viene dal Villaggio e dalla scuola di Mthumba che fa parte del centro di Mbera,
uno dei più difficili della nostra zona. Ha frequentato la terza media ed è
stato promosso con voti così vicini alla perfezione da essere scelto per la
scuola secondaria migliore di tutto il Malawi. Si chiama Kamuzu Academy. Una
scuola con una storia che ai suoi inizi l'aveva paragonata ad un college inglese
dentro la foresta africana. Oggi è la scuola più scuola, dove si insegna greco e
latino, dove invece di quattro anni si studia per cinque anni, insomma dove uno
studente al termine del curriculum può avere accesso a qualsiasi università al
mondo....
E la nostra storia è così grande perché Mphatso è un ragazzo dell'Adozione a
Distanza, del gruppo di Ilario nella provincia dell'Aquila.
3. Lo scorso anno una ragazza dell'Adozione era giunta all'università del Malawi
e ci sembrava di aver raggiunto il massimo. Anche per gli orfani c'è una strada
che si apre. Anni di lentissima crescita, quando i risultati non si vedevano,
quando dubitavamo che l'Adozione riuscisse davvero a offrire una parità di
possibilità anche agli orfani...
Nel volto di Mphatso c'è tutta la serietà di chi sa di aver raggiunto un
traguardo finora insuperato. Ed è anche tutto nel volto della Mayi Ethel Banda,
la direttrice del programma dell'adozione e l'anima dell'Adozione ormai così
presente nella missione di Balaka e nei suoi infiniti villaggi, tutta la
certezza che è valsa la pena crederci. Quello che fa questa storia davvero
significativa è il fatto che Mphatso non è da solo. Per la prima volta oltre
quaranta ragazzi dell'Adozione che hanno terminato la terza media, sono stati
scelti a frequentare le migliori scuole secondarie del paese. Non ci era mai
successo.
Ma anche questi quaranta e più (i risultati stanno ancora arrivando) non sono da
soli.
Ci sono più di un centinaio di ragazzi e ragazze promosse con buoni voti che
potranno entrare nelle tante piccole e grandi scuole secondarie "private" (nella
maggior parte dei casi sono scuole più povere di quelle di stato), ma ugualmente
scuole con gli stessi programmi e gli stessi esami finali.
E oggi Mphatso è venuto a prendere una valigia che da sempre custodiamo per chi
parte per una scuola lontana. La Kamuzu Accademy è a Kasungu ad oltre trecento
chilometri da Balaka. E Mphatso che sembra un soldatino obbediente tradisce
l'emozione di chi parte e vorrebbe che tutto fosse già successo.
Dentro la valigia poi ci abbiamo messo tutto. Proprio come avreste fatto voi.
Perché assieme a Mphatso ci siamo tutti. Con tanti limiti, ma con tutto il
cuore. Con un programma, quello dell'Adozione, che non potrà mai sostituire
l'amore dei genitori ma che vuole essere una scuola che insegna ad essere amati
e imparare ad amare. Essere aiutati e imparare ad aiutare.
Chi racconterà mai le storie di questi ragazzi africani e orfani? Del loro
vissuto, di quanto si portano dentro?
Chi racconterà mai dei volontari, dei responsabili dei gruppi dell'Adozione,
delle famiglie...
Probabilmente sarebbe una ripetizione. Perché questa è la nostra storia. E tutti
ne siamo parte. E' davvero la storia di tutta la grande famiglia dell'Adozione
che oggi vuol dire Buon viaggio! Mphatso, il tuo villaggio è tutto con te, come
lo è con i quaranta scelti per le scuole secondarie di stato e i cento e più...
in questo anno che è stato del raccolto dopo tanta semina.
Un grazie infinito dai banchi della Kamuzu Academy a tutte le famiglie
dell'Adozione.
Balaka, 1 dicembre 2006
Carissimi tutti,
amici, amiche, volontari, volontarie, fratelli e sorelle vi scrivo dal Malawi,
usando tutti questi nomi, perché voglio che nessuno sia escluso.
Anzi ricordando le parole di mio zio Martino aggiungo, “a chi mi vuol bene e a
chi mi vuol male”, mando saluti carissimi e un grazie grande come il cuore di
Gesù.
Ormai vicini al Natale 2006, sento dentro l’insistenza con la quale mio fratello
Andrea mi sollecitava a scrivere gli auguri e nella coincidenza del 45°
anniversario della missione di Balaka è per me motivo di gioia profonda
realizzare anche questo suo desiderio.
Dio è veramente grande nell’amore e ci dà la conferma con la venuta di suo
figlio Gesù, che nasce bambino come tutti noi, tra le braccia di Maria e
Giuseppe, perché lo accogliamo con gioia non ostacolando il suo Vangelo, buona
novella per tutti.
Dall’inizio della nostra missione di ormai 30 anni, partendo dal mio paese
natale Entratico, questa buona novella di vita di Gesù ha animato tutti i nostri
sforzi e lo Spirito ha fatto maturare frutti, che oggi sono nelle mani della
comunità di Balaka.
Uso il plurale per indicare veramente noi tutti che insieme abbiamo camminato
per i sentieri non sempre facili di questa avventura di amore solidale,
condividendo gioie e dolori con fratelli e sorelle africani. L’aver iniziato la
prima ora o l’ultima ora non ha importanza, ma è importante far parte di questo
torrente di amore che va verso l’oceano della solidarietà, che salva e fa il
nostro mondo più bello, come vuole Dio.
Oggi con don Cesare, p. Beppe, con voi tutti, con i missionari e missionarie
vivi in questo mondo e nel mondo che ci aspetta, cantiamo a Dio il nostro
Magnificat con Maria, Regina delle missioni, per le meraviglie che ha compiuto
in mezzo a noi e che di certo continuerà a compiere a beneficio dei suoi figli
che più soffrono.
Nelle nostre mani abbiamo quello che Lui ci ha donato e a Lui lo rendiamo come
seme di frutti futuri.
Quest’anno la nostra comunità cristiana di Balaka ha accompagnato al battesimo
620 adulti e infanti, alla loro prima comunione 614 bambini e bambine, al
matrimonio cristiano 98 coppie ed alla Cresima 954 nuovi testimoni del Vangelo.
Questo raccolto così abbondante, solo nel mese di Agosto 2006, quando io stato
fermato in Italia per problemi cardiaci. Numeri alti che non sono motivo di
orgoglio, ma anzi di responsabilità grande, perché anche se i numeri non
contano, sono, però segno dell’abbondanza di grazia del datore della vita nuova
in Gesù.
Siamo tutti convinti che il Vangelo è anche impegno di promozione umana, che
costruisce quella civiltà dell’amore, capace di trasformare il mondo nella
grande famiglia di uomini e donne che vivono come fratelli e sorelle in
comunione e condivisione.
Non sono parole vuote ma, ricche di tutto il nostro impegno costante per lo
sviluppo di tutti e di tutta la persona, che si sono concretizzate in pozzi nei
villaggi, in scuole primarie e professionali, in microcredito per famiglie e
donne, in progetti agricoli, in chiese per tante comunità, in scuole materne per
i più piccoli, in adozioni a distanza di orfani e non orfani, in programmi di
formazione per giovani in Malawi e all’estero, in case dignitose per numerose
famiglie, in centri per la sanità a favore di tutti, in particolare per le
vittime dell’ AIDS con programmi di prevenzione e cura, in un impegno nella
politica rivolta alla comunità locale e nazionale, sempre nell’ottica di una
formazione che renda capaci di responsabilità e di continuità a favore di tanti.
Tutto bene e tutto facile? No di certo e per questo ci viene spontaneo un
sincero chiedere scusa per possibili sbagli fatti ed essere inoltre disponibili
alla verifica ed alla correzione fraterna per andare avanti meglio e nella
partecipazione sincera dove c’è buona volontà. Resta così tuttora valido il
motto di tanti anni fa:
“camminare insieme per crescere insieme”.
La cooperativa Andiamo, dopo la celebrazione del suo 25° anniversario é soggetto
e motore privilegiato del nostro impegno sociale ed oggi può godere di un suo
stato giuridico con il nome di ANDIAMO YOUTH COOPERATIVE TRUST, riconosciuto dal
governo del Malawi.
Con il dono dello Spirito ed il sostegno reciproco abbiamo vissuto la missione e
lavorato insieme, ma se ben ci ricordiamo il proverbio: “ chi ben incomincia è a
metà dell’opera”, al massimo abbiamo raggiunto la metà del cammino, che continua
e diventa una sfida ancor più impegnativa di prima, perché siamo chiamati a
regolare il nostro passo alla musica del progresso vero, che è frutto di
partecipazione e paziente attesa di maturazione delle persone nel cuore e nella
mente.
Qui troviamo l’autentico significato, anche se misterioso, della morte per la
vita eterna di tante persone, i cui nomi sono scritti nel cuore di tutti noi e
che ci mancano sì, ma che sentiamo molto vicini ed in piena azione con noi e per
noi.
I giovani dell’ALLELUYA BAND in un canto in memoria di Andrea e di tanti altri
amici scomparsi, cantano con speranza:
“Sappiamo dove sei... Sei nelle mai di Dio e con gli angeli canti la vita con
gioia”.
Con tutta la comunità cristiana di Balaka che celebra i suoi 45 anni di vita,
siamo chiamati ad essere cittadini e cittadine del Vangelo per impegnarci a
vivere secondo il messaggio di Gesù che è amore, gioia e pace anche nel dolore e
nelle lacrime, perché è annuncio certo di vita per sempre.
CIAO
bambo p. Mario
Balaka, 12 agosto 2006
Assieme ad un carissimo saluto
dal Malawi, presentiamo alla Vostra attenzione un progetto per aiutare la donna
a conquistare gli spazi di libertà finora negati
“GLI
ALBERI DEGLI ANGELI centro di accoglienza e formazione per la donna”
Siamo i Missionari Monfortani,
una congregazione presente in Malawi dal 1901 quando i padri cattolici sono
arrivati in questa regione dell’Africa per la prima volta. La nostra presenza ha
sempre cercato di essere attenta alle situazioni di maggiore urgenza, in passato
era la lotta contro la lebbra e l’estrema povertà del Paese; oggi lo stesso
spirito ci porta ad avviare progetti che cercano di rispondere al grido di aiuto
delle donne che lottano per emanciparsi, degli orfani diventati troppi per
essere accolti dalla grande famiglia africana, degli ammalati di AIDS che
rappresentano quasi il 20% della popolazione, dei carcerarti abbandonati a se
stessi. Inoltre la convinzione che l’impegno sociale della chiesa non può essere
barattato con il silenzio, come era stato negli anni della dittatura, ci ha
spinto nel 1988 ad iniziare una stamperia, oggi Montfort Media, con
l’intento di creare attenzione attorno ai grandi temi sociali, religiosi e
politici del Paese, in una società africana in forte cambiamento culturale e
alla ricerca di una reale democrazia.
IL
PROGETTO
In Malawi la donna è ancora
vittima di vere e proprie forme di violenza fisica e psicologica. A Balaka, sta
per essere ultimato un Centro di Accoglienza ed Emancipazione di Balaka, gestito
da Catholic Women Organisation CWO, che opera in tutto il paese e conta più di
ottomila membri. A beneficiarne sono le donne che abitano i villaggi del
distretto di Balaka.
Nel centro verranno organizzate
diverse attività:
accoglienza di ragazze in
situazioni familiari difficili o che hanno subito violenze
formazione professionale
(scuola di cucito, di coltivazione e conservazione degli alimenti).
attività di coscientizzazione
delle donne delle aree rurali del distretto di Balaka.
I lavori iniziati tre anni fa,
saranno ultimati a breve grazie alla generosità di tante ditte e associazioni.
RICHIESTA DI AIUTO
Vorremmo dotare il Centro di un
trattore che permetta non solo di arare il campo di proprietà delle
donne, ma che rappresenti una possibilità di guadagno per l’auto sostentamento
della struttura.
Esso rappresenta un mezzo
richiestissimo non solo per l’aratura ma anche per muoversi nei terreni impervi
e trasportare materiali da costruzione mattoni, pietre e sabbia e poi il
granoturco nella stagione del raccolto.
Ringraziamo di cuore per
l’attenzione.
Responsabile del progetto
Padre Piergiorgio Gamba
Balaka, 6 dicembre 2005 ore
09,27
Carissimi,
grazie del messaggio che come sempre viene dal cuore della Seconda Linea
Missionaria, sempre in prima fila… grazie di quanto fate per il Malawi e lo
Zambia e poi soprattutto per mantenere missionaria la chiesa di Santa Monica,
mamma africana.
E quanti anni sono già trascorsi a dare testimonianza di questo impegno. A
ricordarcelo è stato in particolare il nostro Monsignor Luciano Nervi che dal
cielo continuerà a proteggere la missione che ha tanto amato ripetendo sempre il
grande sostegno che aveva dai laici, da Santa Monica in particolare.
Per dire di me, e con me tanti volontari e gruppi che in mille modi sostengono
tante iniziative, sono cosciente di vivere questi anni cercando di non iniziare
immediatamente nuovi progetti, tentando invece di dare consistenza e continuità
a quelli già esistenti, nel timore di vederli frantumarsi davanti alle
difficoltà continue che senza sosta sembrano seguirci. La fame di quest’anno poi
ci riporta indietro di anni perché tanto dell’aiuto ricevuto dovrà certamente
essere usato per salvare quante più vite possibili.
L’aiuto agli orfani è grandissimo e so con quanta dedizione tutto il gruppo di
Ostia se ne cura e quanta attenzione a tutte le problematiche delle adozioni che
ho visto dal verbale dell’incontro di Roma. Grazie infinite a te e alla tua
tribù infinita. E grazie per la pazienza che avete con noi, segno di una
maturità che si alimenta solo con tanta fede e fiducia.
Quest’anno è ancora più difficile aiutare i nostri orfani, il granoturco è
diventato così caro che con i 1000 kwacha che diamo al mese se ne può comperare
un sacco ma solo in teoria. Mentre il governo dice che costa 850 kwacha per 50
Kg, in realtà si fatica a trovarlo a duemila kwacha.
Siamo tutti messi a dura prova, chi aiutare, come aiutare….e il segno della
speranza è solo nelle piogge iniziate bene e nel cammino che ci porterà al
Natale.
Con i bambini del Centro Ricreativo Estivo (così lo chiamano in alcune
parrocchie italiane l’impegno di animare la gioventù durante le vacanze) anche
oggi, dopo aver cercato il materiale per la capanna, preparate le preghiere e i
canti da offrire a Gesù che nasce, hanno saputo rallegrarci con l’esplosione
delle loro urla di felicità nei giochi.
Aiuto…. che dirti dei progetti che sono partiti o che vorrebbero partire.
Tantissimi…
Qualcosa sai della Betta che si prende a cuore di dare una definizione migliore
e consistenza a tante attività. Mi rendo conto di non aver condiviso molto di
quanto facciamo, sia per non disturbare le vostre già tantissime urgenze. Così
ne racconto di alcune, ma senza creare obblighi, perché siete in prima linea con
le adozioni, con gli aiuti a tanti progetti… veramente non vorrei aumentare peso
a peso.
Il bisogno è tantissimo…chiedi un elenco…sarebbe infinito
La casa a metà strada è terminata, è stata inaugurata a gennaio e già 2 gruppi
di ragazzi che sono usciti dal carcere hanno terminato il periodo di
riabilitazione di 3 mesi, dove hanno imparato un mestiere (carpenteria o
sartoria) e hanno avuto la possibilità di incontrare i parenti e la gente del
villaggio per una vera riconciliazione. E’ una avventura bellissima, anche se
con tante difficoltà.
A Natale inaugureremo la cappella del centro del progetto degli ex carcerati e
non mancherò di inviarti le foto. Per questo progetto serve l’aiuto per il
mantenimento dell’ex carcerato nel centro e per l’acquisto del kit
dell’attrezzatura di carpenteria o della macchina da cucire che gli viene
consegnata, con un po’ di soldi come send-off, invio alla vita. E’ una altra
adozione…
Della casa delle donne so che hai avuto il progetto…vorremmo partire a gennaio..
anche se l’edificio non è ancora completato, come anche gli arredi.
Queste donne... se lo meritano il nostro aiuto..
Per questo progetto la Mirella di Sora ha fatto e continua a fare miracoli. Un
problema che scopriamo sempre più difficile risolvere sono i costi delle
costruzioni il cui materiale viene importato a prezzi impossibili. Ultimamente
il governo ha tolto l’esenzione dalle tasse per materiale edile per scuole e
chiese e ospedali così che i nostri preventivi sono saltati tutti: il ferro che
viene dal Sud Africa costa più del doppio dell’Italia, così il cemento il cui
primo materiale viene dallo Zimbabwe… per non dire di altre attrezzature…
Con l’aiuto della Betta si cerca di presentare il progetto alla banca Cariplo.
Nel frattempo non possiamo fermare i lavori e in qualche modo andiamo avanti.
Le richieste sono tantissime e di tutte possiamo fornire le ricevute
50.000 euro per completare l’ostello che accoglierà 80 ragazze
10.000 euro per attrezzature e arredamento della cucina
5.000 euro per arredamento refettorio
15.000 euro per arredare le camere dell’ostello (2 letti a castello, 2 armadi,
una scrivania e tre sedie)
15.000 euro il mulino come possibilità di auto sostentamento. Comprende building
(terreno, allacciamento acqua corrente) e i due mulini uno per rompere i chicchi
uno per fare la farina
26.000 euro il trattore con aratro e strumentazioni varie da utilizzare e
affittare per avere un guadagno
16.000 euro il pick-up per raggiungere i villaggi per la formazione
9.000 euro attrezzature del laboratorio di taglio e cucito (25 macchine da
cucire)
10.000 euro acquisto di libri per la biblioteca e materiale divulgativo e
didattico sul problema AIDS e sul ruolo della donna da diffondere a tutte le
donne dei villaggi (materiale che potrebbe essere la stessa Monfortmedia a
fornire… almeno in parte)
E l’asilo di Mpiri che la parrocchia di Monte Mario ha donato è un’altra di
queste avventure. Costruito in un anno invece di due, per poterlo avere
completamente funzionale a gennaio 2006, quando riapre il nuovo anno scolastico,
saprai dell’inaugurazione ad ottobre con la visita dei Fabrizi e del parroco che
alla gente di Mpiri ha dedicato una sua canzone...
Mancano ancora le cucine e le case dei maestri e gli arredi che dobbiamoa ancora
pagare
40.000 euro per quattro case per i maestri
10.000 euro per la cucina elettrica e quella esterna a legna per le tante
giornate senza elettricità
23.000 euro per i tavoli e le sedie per le aule e il refettorio (già acquistati)
Sono tantissimi anche i sogni… l’ostello per le ragazze a Mpiri, la costruzione
di due aule scolastiche che non obblighino trecento studenti di prima elementare
in un’aula dove non possono stare seduti nemmeno per terra per mancanza di
spazio, l’educazione nelle prigioni dove stiamo ottenendo risultati eccellenti
con tantissimi promossi proprio agli esami di stato … ma quelli un’altra volta…
magari ricominciamo con una macchina da scrivere, come al primo progetto
Grazie per l’aiuto infinito, qualsiasi sostegno è importantissimo. E la missione
continua
Ho preparato 3 volantini tipo chikalata che parlano del progetto delle donne,
dell’asilo di Mpiri e di Monfortmedia…un tentativo di far conoscere a tanta
gente la realtà della vita della missione. Chiederò al padre Angelo di farne
avere qualche copia…
Un caro saluto a tutta la famiglia. A Maria che portiamo nelle nostre preghiere
per un ristabilimento che vi porti presto ancora sui sentieri africani. Ci
contiamo proprio. Il 2006 sono anche vent’anni della costruzione della casa dei
missionari dove abitiamo a lato della missione. Sarebbe davvero bello avervi con
noi per questa festa che certamente poi racconterebbe la storia di tante
iniziative che vanno da santa Monika sukulu ya mkaka… ai nostri giorni.
E buona e santa preparazione al Natale alla vostra famiglia. Alle famiglie dei
figlie e della comunità tutta, dal santo parroco, ai parroci e a tutto il gruppo
missionario.
Arrivederci in Malawi da tutti i missionari monfortani
P. Piergiorgio Gamba
Balaka, 13 novembre 2005 ore
01,12
tam tam
e con un saluto dal Malawi, c'è anche il racconto che si fa sempre più triste di
una fame che sta diventando infinita.
Anche il giornale di oggi ripete la storia di villaggi interi alle prese con la
mancanza di cibo. Un centro famoso per il turismo, Salima, sul lago Malawi è
ormai l'esempio per tutti i villaggi che
hanno avuto un raccolto povero e hanno esaurito tutte le scorte. Ogni mattina le
donne vanno nel bosco per raccogliere semi di bamboo. Ripuliti dalla scorza e
macinati i semi danno una specie di farina commestibile anche se molto povera di
valori nutritivi. Sta avendo invece una grande fortuna il piatto delle termiti e
formiche, che senza attendere che sciamino all'inizio della stagione delle
piogge, vengono inseguite e raccolte all'interno dei termitai. Dei 250 studenti
solo una decina frequenta. Questo anche perchè manca solo una settimana alla
hiusura dell'anno scolastico che il 18 Novembre manderà a casa tutti gli
studenti con il rapporto scolastico.
La politica della fame
Continua, a parlamento chiuso fino alla prossima sessione, l'interminabile
storia dell'impeachment del presidente della republica. Questa volta è stato il
partito UDF dell'opposizione a incontrare tutti i paesi donatori e chiedere che
prendano le distanze dal governo. E sembra la storia dei farisei che chiedono a
Pilato di consegnare nelle loro mani il condannato, che sapranno loro cosa fare.
L'appoggio dei paesi esteri è necessario per la prossima mossa. A nome di tutti
i "donors" l'ambasciatore di Norvegia, Germania e Sud Africa hanno ascoltato le
motivazioni dell'UDF di Bakili Muluzi, senza scomporsi... dopo tutto che
evidenze possono presentare dopo essere stati dieci anni al governo spogliando
il paese di quanto aveva.
Mentre si spera che qualche organismo nazionale o internazionale riesca a
riavvicinare i leaders dei partiti, o trovare la formula magica che faccia
sparire dalla politica il Dr. Bakili Muluzi che tanto ha fatto e sta facendo per
confondere tutti. Mentre il presidente continua a fare discorsi grandi non manca
di cadute di tono... e siccome riguarda ancora il nostro parlamentare famoso
ecco
cosa dice.
Presidente tornando dal viaggio in Scozia, a proposito dei due che sono stati
messi in prigione, uno per falsa testimonianza e Lucius Banda per aver
contraffatto il certificato di studio."Quei due hanno voluto tirarmi un sasso.
Io cosa ho fatto, ne ho tirato loro uno più grosso" ammettendo osì alla grande
che l'imprigionamento dei due non ha molto a vedere con un richiamo alla
moralità, la correttezza... ma solo una vendetta politica.
Come risponde a questo attacco il nostro parlamentare?
Nel suo programma di fine settimana di concerti con la Zembani Band, si firma
con "back from college", che è sia il college della prigione dove si imparano
tante cose, che il verso all'accusa di non avere il certificato del decantato
"college".
Il problema più grosso della politica è a livello istituzionale. Il Vice
Presidente Cassim Chilumba, avvocato, musulmano, fedelissimo di Bakili Muluzi,
non manca di nessuna occassione per attaccare il governo di cui è la seconda
carica più alta. Sia come musulmano sta tentando di trasformare la contesa in
guerra di religione, che come vice presidente rende squilibrata la conduzione
del paese con messaggi contrapposti dallo stesso ufficio... La motivazione è
ancora l'ombra lunga di Muluzi a destabilizzare il paese. Una situazione che
deve essere risolta anche se è resa difficile dal fatto che per la costituzione
del Malawi il presidente non può dimettere il vice presidente. E così non resta
che la voce dei cartoons a dire cosa stà succedendo nell vignetta apparsa oggi
sul The Nation
cosa sta facendo il VP, Vice President?
Credo proprio che sta minando , (scavando sotto - rendendo instabile come si
esprime meglio nel gioco di parole in english)
In alcune parti delo paese è iniziato a piovere e la gente ha già seminato il
grano, aggrappandosi alla speranza che le nuvole non spariscano dall'orizzonte.
Il caldo è in aumento e speriamo proprio
nelle piogge a dare speranza. Perchè dopo tante promesse di fertilizzante a buon
prezzo, di grano a prezzo fisso di 950 kwacha per 50 Kg, è impossibile trovare
grano se non pagandolo il doppio,
circa 2000 kwacha.
Buona domenica, con la parabola dei talenti
che a sotterrarli non crescono
un carissimo saluto pgg
Balaka, 27 settembre 2005 ore
00,45
Ti mangia la fame (1)
Nei racconti che si ripetono nelle notti di luna
piena, è sempre presente l’immagine del nemico pauroso. Sia nel profondo della
foresta come nei vasti spazi della savana è il leone che più fa paura. Il leone
non solo ti intimorisce con il suo ruggito: il leone ti mangia.
Nella realtà della vita quotidiana dei villaggi africani, ora come in passato,
il nemico più pericoloso non è più l’animale per quanto grande o quanto
pericoloso che sia. Nemmeno l’elefante che può distruggere tutto il campo o la
iena che si avventa sui villaggi a fare strage quando è infetta di rabbia.
Il vero nemico, quello che vedi crescerti accanto, quello da cui non riesci a
difenderti è la fame. Così ripete il ritornello della canzone famosa Njala
nchirombo –“La fame è una belva. La fame è in agguato, la fame ti entra dentro,
la fame ti sbrana”.
Ed è proprio la fame che sta impadronendosi ancora una volta dei villaggi del
Malawi, un paese a sud dell’equatore che conta dodici milioni di abitanti
Dopo annate di raccolti insufficienti, incapaci di creare delle scorte per
periodi di emergenza, la siccità che quest’anno ha colpito tutta la fascia
sub-Sahariana stà seminando il panico. Il grano che rappresenta l’alimentazione
di base per piccoli e grandi, ormai si acquista o baratta misurandolo a chicchi.
E’ venduto e comperato ai margini delle strade perché al mercato non è rimasto
nulla.
E’ una storia lunghissima: ci sono dissertazioni e trattati che meriterebbero
tutti di essere ricordati e basterebbe ricordare il Genetically Modified Food,
l’esperienza del commercio equo e solidale, la collaborazione internazionale il
tentativo di cancellazione del debito internazionale dei paesi poveri, la
politica autodistruttiva presente in Zimbabwe, il paese granaio dell’Africa or
ridotto alla miseria….
Questa sera, nel nostro villaggio i discorsi si arenano e non trovano nessuno
disposto a proseguirli.
Ed è proprio questo senso di sconfitta annunciata a rendere più urgente il
nostro grido di allarme. Questo è l’ultimo SOS inviato sulle carreggiate di
internet, a percorrere linee immaginarie che lo portino lontano.
La gente dice che si sente già la puzza della fame.
Il numero dei ragazzi che non frequentano più la scuola per mancanza di cibo stà
spopolando le aule dei villaggi.
I pazienti degli ospedali governativi non accettano di essere dimessi per non
perdere l’unico pasto che vi ricevono.
Aumenta il numero dei carcerati, persone che si fanno arrestare per avere
qualcosa da mangiare in carcere.
Gli anziani in particolare, sempre più spesso vanno a cerca nella foresta frutti
che in passato sapevano ripulire da sostanze velenose spesso presenti e
trasformarli in cibo commestibile..
Il governo è interamente paralizzato da dispute interne inconcludenti. La
democrazia conquistata con anni di sofferenze è involuta nella corruzione ai più
alti livelli dello stato ed è incapace a sfamare la sua gente.
Da pochi giorni è cominciato l’estate e la calura in grande aumento porta la
poca acqua rimasta nei rigagnoli sempre più in profondità nei letti di fiumi.
Ecco, questa è puzza di fame, e sta inesorabilmente intasando il paese. Il
Malawi si prepara così a vivere questi ultimo scorcio di un anno che non sembra
voler finire. Da sette mesi non piove e la terra è riarsa in attesa delle piogge
che potrebbero anche tardare fino a gennaio del nuovo anno. Allora il paese
potrà rifiorire, la terra riporterà i frutti e il raccolto nuovo permetterà al
paese di ricominciare. Allora però non ci sarà nemmeno il grano da semina, già
tutto consumato, e anche la pioggia arriverà invano..
Il costo del grano sta lievitando ogni giorno. Il governo incapace di calmierare
i prezzi ha stabilito un prezzo di 850 Kwacha del Malawi al sacco. Un prezzo che
è già raddoppiato, quando ancora mancano tanti, troppi mesi prima di un
possibile raccolto.
In questo nostro mondo sempre più piccolo è possibile prevedere i tifoni ed
evacuare intere città. Per noi che vediamo crescere il livello della
disperazione e possiamo analizzarne i segnali di mesi terribili a venire, ci
resta solo che rilanciare nel mondo il pianto, la paura e la sofferenza di chi è
aggredito e rischia di essere divorato dalla fame.
Sulle autostrade di internet, come nei passaparola dei gruppi missionari, delle
ONG sempre attente, lanciamo il nostro SOS che ci permetta di comperare
immediatamente farina e grano da semina da poter nascondere e custodire fino
all’arrivo delle piogge.
Dieci euro, un sacco di grano da 90 Kg.
Dieci euro 15 kg di grano trattato contro le termiti che se lo mangerebbero
appena seminato.
Dieci euro di speranza per sopravvivere ancora un anno.
Il Malawi del milione di ragazzi orfani, del 25 per cento della sua popolazione
sieropositiva, di studenti che non frequentano più, di gente che sceglie la
prigione come un ultimo rifugio…
Il Malawi, un paese così povero che non gli è stato nemmeno cancellato il debito
estero.
Si fa carico di questa iniziativa di solidarietà la “Casa a Metà Strada”, la
Half-Way Home, un’iniziativa che a Balaka ospita chi esce di prigione e cerca di
reinserirsi nella società imparando un mestiere.
“Noi che siamo stati in carcere e abbiamo offeso la nostra gente, vogliamo dare
le nostre mani e il nostro lavoro per salvare i nostri villaggi dallo spettro
della fame. Con il tuo aiuto possiamo ancora vincere questa guerra contro il
tempo e impedire che sia la fame a mangiare la gente. Assieme possiamo
traghettare i nostri villaggi fino al prossimo raccolto”.
La Half-Way House mette a disposizione tutta la possibilità di organizzare i
trasporti, la conoscenza del paese fino all’ultimo villaggio e il desiderio di
dare un segno di speranza.
p. PIERGIORGIO GAMBA P.O. Box 280 Balaka
Malawi
Balaka, 28 settembre 2005 ore
00,31
Ti mangia la fame (2)
E le notizie di oggi confermano che il grano viene
già razionato ora.
E' urgentissimo poter comperare del grano nel vicino Mozambico e sui mercati del
Sud Africa, unico paese che riesce a superare crisi alimentari presenti:
MALAWI: Grain Agency Forced to Ration Maize as Food Crisis Deepens
JOHANNESBURG, South Africa, September 22, 2005 (CISA) -Malawi's state grain
marketer has been forced to ration maize sales in drought-hit parts of the
country, as the food security situation worsens, the United Nations Integrated
Regional Information Networks (IRIN) has reported.
At least 4.2 million Malawians, or 34 percent of the population, are at risk of
food shortages occasioned by the country's worst drought in a decade, and
compounded by the late delivery of fertilizers and seed.
The nutritional status of Malawian children has been aggravated by HIV/AIDS.
Quoting a new report by the Famine Early Warning System Network (FEWS NET), the
UN agency said rising demand for maize in southern Malawi has impacted on
commercial market prices, leading to long queues for the subsidized grain
available from outlets of the Agricultural Development and Marketing Corporation
(ADMARC).
As a result, IRIN said, ADMARC has been forced to ration maize sales to 25 kg
per person per day, and sometimes as low as 10 kg.
The rations last less than a week, and maize supplies in the ADMARC markets
sometimes last less than a day.
"The fact that this is happening when food aid distribution is underway implies
that the volume of food aid being provided is not adequate," FEWS NET commented.
The numbers needing food assistance might increase to 4.6 million as maize
prices climb.
Several organizations are trying to remedy the situation. They include World
Vision, the World Food Programme (WFP), Britain's Department for International
Development (DFID), the European Union (EU) and the Malawi Red Cross.
pgg
Balaka, 2 luglio 2005 ore
00,54
Tam Tam dal Malawi (5)
Per continuare in breve le nostre storie che
vorrebbero poter guardare più alla settimana che inizia che al passato, a
rispondere al vangelo che chiama a raccolta i disperati della terra con quel
"Venite a me voi tutti affaticati e oppressi...
La salma dello speaker del parlamento, Rodwell Munyenyembe arrivata dal Sud
Africa all'areoporto di Lilongwe, ha ricevuto tutti gli onori di un funerale di
stato. La bara coperta dalla bandiera del Malawi,
portata a spalla dai militari, alla presenza del presidente della republica
Bingu wa Mutharika. Prima sosta a Lilongwe, poi a Mzuzu alla Saint Andrew's
Church of Central Africa Presbiterian CCAP e
infine all'estremo nord del paese a Chitipa, da dove proveniva lo speaker.
Le manifestazioni sono state tante e tutte a sostegno della famiglia, tutte in
supporto al governo e contro specificamente i partiti dell'opposizione, Chihana,
Bakili Muluzi, Lucious Banda e il comportamento dei parlamentari spesso nominati
come prima causa della morte. L'invito di tante voci della Civic Society sono
per una riconciliazione.
Nella chiesa protestante di Mzuzu il reverend Mvula ha paragonato lo speaker
deceduto in parlamento a Eli, morto nel tempio alla notizia che l'arca santa era
caduta in mano dei Filistei. E ha concluso, 'possa questa morte diventare un
seme di cambiamento. Che nessuno venga accusato personalmente, ma il paese si
chieda dove stà andando. A Chitipa oggi le voci contro l'opposizione si sono
fatte sentire forti: Bakili Muluzi ha voluto essere presente dicendo che se il
governo non
poteva provvedere alla sua difesa si sarebbe difeso da solo. Ma quando lo
spokesman per il partito, Sam Mpasu ha presentato le sue condoglianze, visto che
Munyenyembe era un parlamentare UDF, lo ha fatto tra trante voci di dissenso
aperto. L'UDF chiede sempre più di andare alle elezioni, ma nessuno ci crede
anche perchè è una tale perdita di tempo a cui nessuno è dispossto a investire
nulla.
La voce più forte è quella dei donors: o si approva immediatamente il budget o
si perde interamente l'aiuto che viene dato. Il budget totale è di poco
superiore ai 100 billioni di kwacha e di questi 11./
sono dati dai donors come Cabs, Common Approach to Budget Support (La Comunità
Europea darebbe 14 millioni di euro). In totale il 40% del budget viene dai
donors - una dipendenza altissima per uno stato.
Il governo chiede che il parlamento venga riunito martedì. Resterà una seduta
difficile, ma il dialogo deve poter prevalere a tutti i costi.
Cosa dicono del Lucious Banda... basti per tutti il backbencher, che scrive:
Banda has chosen to burn at the stakes the reputation he built for himself as a
"soldier" for the underdogs by championing a laughable cause he is unable to
defend. ... e conclude Muluzi is as much a problem in Malawi as Jonas Savimbi
was in Angola. Probably UDF might also wish to resolve the issue of leadership
so that Muluzi can geuinely retire and enjoy the lucrative retirement package he
manage to rake from our taxes.
Quanto è successo in queste settimane diventerà storia per il nostro villaggio,
ma questo non può consolare nessuno, perchè i problemi sono rimasti intatti e
sperare nel dialogo e nella riconciliazione,
se non viene dall'alto della presidenza, non riuscirà a crescere. Gli studenti
del politecnico hanno promeso di manifestare all'apertura del parlamento perchè
i rappresentanti del paese sappiano che è alla gente che devono rispondere più
che a giochi di partito dietro ai quali c'è sempre lo stesso Muluzi che proprio
non vuole andarsene.
Buona domenica....
da tutto il nostro villaggio
pgg
Balaka, 25 giugno 2005 ore
13,42
Tam Tam dal Malawi (4)
E continua il nostro pellegrinaggio che rischia di non portarci a nessun
santuario.
Gli ultimi sviluppi dello svolgimento della storia della seduta parlamentare che
doveva discutere il budget annuale e permettere al paese di sapere di quali
risorse poteva contare.
Giovedì, il giorno che la seduta parlamentare dedica spazi per la presentazione
di Private Bills, quando un Memeber of Parliament che ne ha fatto domanda può
presentare un tema di discussione , ha visto l'Honorable Lucious Banda fare
richiesta di dimissione del presidente della repubblica. La risposta dell'Attorney
General ha rimandato in commissione la discussione creando tensioni sfociate in
un fracasso che direttamente o meno ha portato al collasso dello Speaker del
parlament, Rodwell Munyenyembe. Una scena poi presentata al telegiornale, con il
quasi settantenne speaker crollare sotto il peso della parrucca degli avvocati
che qui è ancora lo standard e un residuo del periodo coloniale. Portato in
ospedale e poi nella notte trasferito in un ospedale in Sud Africa, questo
incidente ha fermato il parlamento.
Venerdì, senza sapere che direzioni prendere, la deputy speaker, Madame Esther
Chilenje, ha chiuso il parlamento in modo indefinito, e così resterà fino a
quando verrà riconvocato. L'opposizione accusa di non essere stata consultata
nella decisione, ma tutti sono d'accordo che ci voleva uno stacco per capire
cosa stesse succedendo.
La richiesta di rimozione del presidente ha solo un carattere politico: le
accuse prese singolarmente non sono sufficienti:
*La rimozione del capo dell'esercito e della polizia
- un'alternanza normale in un paese dove tutte le strutture dello stato fanno
corpo
attorno al presidente.
* La rimozione dell'incaricato della Public Prosecution
* L'aver istituito un fondo di 5 billioni di Kwacha come fondo a cui la gente
potesse chiedere prestiti, questo fatto senza l'approvazione del Parlamento, che
ha sua volta ha votato contro il discorso
inaugurale nella seduta parlamentare, del presidente (sembra una cosa mai
successa in nessun parlamento al mondo) voleva essere la prova che il parlamento
conta qualcosa.
* Ultima storia è l'acquisto di una macchina da 500.000 euro (? - un
costo così alto sembra eccessivo per una macchina - ma questo è
quanto viene detto costi una Mercedes Benz Maybach 62)
Altre iniziative rilevanti sono state:
Gli studenti dell'università di Zomba, Chancellor College e del Politecnico di
Blantyre, hanno fatto manifestazioni contro un parlamento che accusano, si sta
comportando come una prima elementare di ragazzini svogliati. Accusano Lucious
Banda di distruggere il paese portandolo alla fame...
In serata il presidente è apparso in televisione per un discorso alla nazione.
Irato, ha accusato sia Muluzi ex-presidente e capo del partito, che John Tembo
capo del ex-partito della dittatura di voler distruggere il suo governo. Li
accusa del collasso dello speaker... scadendo in trivialità da scontro
personale. Pur essendo un buon economista. l'attuale presidente manca di una
statura politica che gli
permetta di sopravvivere in momenti di tensione.
Dove va il paese:
C'è un tale sconforto nella gente che non si era mai visto. Il parlamento che
perde tempo prezioso. Il budget non approvato lascia il paese completamente
scoperto per quanto riguarda scelte importanti in un anno da fame. Senza precise
indicazioni nessuno importerà il grano chee tra poco sarà un bene introvabile.
La banca mondiale non farà nessun prestito...
Se il parlamento non riprende le deliberazioni, se non si arriva a dei
chiarimenti importanti, la gente potrebbe applaudire a qualsiasi "uomo forte"
che spuntasse dalle pieghe della società, fosse anche dall'esercito. Quello che
sembra calmare tutti, è che il paese è così povero che proprio ci sono pochi
interessi che non siano o di ispirazione strategica o religiosa, con i musulmani
sempre in attesa di guadagnare posizioni.
E con questo, buona domenica.
Sarà interessante sentire i commenti delle varie chiese che la domenica radunano
grande parte della gente e riesce a valutare il sentire di un popolo che si
sente abbandonato da tutti.
E speriamo in resoconti migliori.
pgg
Balaka, 24 giugno 2005 ore
02,01
Tam tam dal Malawi (3)
E improvvisamente è cambiato tutto. Quella che sembrava una marcia trionfale
questa sera ha un carattere molto più dimesso. L'opposizione non avrà gioco
facile dopo l'incidente di oggi in parlamento.
Nella mattinata in parlamento l'honorable Lucious Banda aveva presentato la sua
mozione per sollevare il presidente dalla sua carica. Quando già sembrava che un
mini dibattito sarebbe bastato per portare l'aula al voto, l'Attorney General, o
il difensore del governo, uno tra i migliori avvocati, Ralph Kasambara, lo
stesso che ha redatto la costituzione per Radio Maria e Montfort Media, un
cattolico, ha spiegato che una mozione del genera ha un suo iter che comprende
il demandarla a una commissione parlamentare. Questo cambiava tutti i piani e da
qui ne è sorto il putiferio che lo speaker, Rodwell Munyenyembe, non è riuscito
a controllare. Poco dopo si accasciava a terra e veniva trasportato in ospedale
dove le condizioni si sono rivelate molto serie. L'ultimo comunicato parla di
una situazione clinica non stabile e questo ha convinto il presidente Bingu wa
Mutharika a cancellare il viaggio in Mozambico, dove invierà dei ministri a
rappresentarlo.
Domani riprende la sessione del parlamento che sarà guidato dalla vice speaker,
una signora stimata per la carica che ricopre.
Lucious Banda dice di ricevere molte telefonate anonime per aver presentato la
richiesta di impeachment del presidente, ma che non ha paura, perché se la vedrà
faccia a faccia con chi volesse farsi avanti...
Non cambia certo molto. Forse solo è rimandato lo scontro... certo la politica è
l'arte del possibile. E oggi anche l'impossibile sembra si sia in parte
avverato.
Grazie delle preghiere che accompagnano questi giorni della storia del nostro
villaggio, vi sentiamo davvero tanto vicini e noi continueremo ad accompagnare i
vostri caldi giorni estivi.
Allegato il messaggio dei vescovi Cattolici al
Parlamento.
Un messaggio che non fa nomi, ma diventa sempre più un punto fermo per la storia
del parlamento del Malawi.
pgg
21st June 2005
PRESS RELEASE
ON POLITICAL RESPONSIBILITY
We, the Catholic Bishops of the Episcopal Conference of Malawi, gathered for
our Second Bi-annual Plenary session from 20th to 23rd June 2005, aware of our
mission of shepherding, conscientizing and guiding the people of God, would like
to raise some concerns on the current state of affairs in our country.
We are aware of the perception of many Malawians about what is happening today
in the political arena and Parliament. The debates and priority given to
different bills seem to greatly fall short of the expected standard. The nation
expects parliamentarians to constructively debate on the budget and focus on
issues that will contribute to the common good and the building of the nation
rather than wasting time on political bickering, personal differences, matters
that are divisive and detrimental to the economy and social welfare of the
country. This also affects the credibility which Malawi is trying to gain at the
international level.
We have noted with concern the conduct and behaviour of some of our politicians
which reflect an attitude that lacks seriousness and a sense of responsibility.
People elected into public offices and positions are meant to be at the service
of the common good of the citizens of this country.
God’s love for the human race frees people and empowers them to “do nothing out
of selfishness or out of vain glory; rather, humbly to regard others as more
important, each looking out not for his/her own interest but everyone for others”
(cf. Phil 2:3-8) . We exhort all politicians and all public figures, whom
Malawians have mandated to act on their behalf, to refrain from being driven by
selfish motives but to strive to work in unity and love for the building of our
nation. Politicians and public figures should be responsible and committed to
their call of serving the people who elected them and particularly having at
heart the needs of the poor and many others who are under the scourge of the
HIV/AIDS pandemic, the food shortage and are adversely affected by poverty.
We urge parliamentarians to have love for their people and promote a sense of
unity and peace in our beloved country. We appeal to all Malawians to uphold our
traditional values of solidarity and oneness because divided we fall, united we
stand. “God is love and if we love one another, God remains in us and his love
is brought to perfection” (cf. 1John 4:11-12).
Archbishop T G Ziyaye
Chairman, Episcopal Conference of Malawi
Balaka, 23 giugno 2005 ore
14,05
Tam tam dal Malawi (2)
Il giorno più lungo della storia del Malawi si è improvvisamente arenato creando
uno spazio importante di tempo che permetterà alla gente di capire cosa sta
avvenendo nel parlamento della Repubblica.
Come da copione, l'Honorable Lucious Banda ha presentato la richiesta di
dibattito sulla rimozione del presidente della republica dalla sua carica.
In un'aula dove la tensione saliva di momento in momento anche perché le prese
di posizione di varie personalità del paese dava forza a chi si chiedeva se il
buon senso stava guidando il paese. Ne è nata una collutazione che ha provocato
scenate che la televisione del Malawi non potrà certo passare, così come finora
la radio ancora non ha il coraggio di dire cosa sia avvenuto e si aspetta
pazientemente le
notizie della sera.
Lo Speaker del parlamento, che è l'autorità più alta e dirige le discussioni del
parlamento, ha richiamato più volte alla calma finché nella foga della
colluttazione è svenuto. Trasportato d'urgenza
all'ospedale è ancora ricoverato per postumi da violenza parlamentare. La seduta
è stata tolta. I parlamentari sono radunati nei caucus dei vari partiti per
capire quale sarà la prossima mossa.
Il tutto aggiornato a domani.
Cosa ha fatto capire la seduta di oggi? C'è una vera volontà di rimuovere il
presidente. Dietro a tanto
entusiasmo c'è certamente l'ombra lunga di Bakili Muluzi e con lui tanti dicono
anche il mondo islamico che è disposto a dargli credito e crediti se capace di
deliver, cioè portare il paese all'interno
della fratellanza musulmana.
L'aver guadagnato un giorno di tempo è importante per il governo per
provare che è dalla parte giusta, ripetendo in continuazione alla radio i
messaggi di sostegno delle chiese, delle organizzazioni non
governative... Il presidente domani parte per il Mozambico dove sarà ospite
d'onore alla celebrazione del trentesimo anniversario dell'indipendenza del
Mozambico.
Muluzi comunque si è esposto troppo. Non può certo fare marcia indietro. Certo
una seconda sconfitta, dopo quella del terzo termine, dovrebbe screditarlo e
creare uno spazio sufficiente per portarlo nelle patrie galere, dove ci era già
stato in gioventù quando cassiere della colonia non era riuscito a far tornare i
conti e gli avevano dato tempo per ripassare le addizioni e le sottrazioni...
Sembra un gioco, ma è un momento serissimo, e proprio perché così serio, il
limite tra il ridicolo e il tragico da luogo a sconfinamenti tipo il fainting
dello speaker.... (per me aveva già fatto le prove).
E il tamburo domani ricomincerà ancora a risuonare.
Restate in linea
pgg
Balaka, 23 giugno 2005 ore 03,06
Tam tam dal Malawi (1)
Carissimi della grande tribù del Malawi e ancora un
tam tam nottorno prima di quello che sembra dover diventare il giorno più lungo
del nostro villaggio. Forse non è raccontata bene, perchè è una storia che
sembra scoppiare all'improvviso, ma dice tutto il silenzio di questi giorni, del
parlare a bassa voce, del sapere che qualcosa sta accadendo, ma del quale siamo
del tutto estranei.
Tante volte ci siamo raccontati la storia del Malawi, le sue avventure politiche
ed economiche, sempre sperando di veder nascere una speranza di serenità. Dopo
undici anni di democrazia succeduta ai trent'anni di dittatura, sembra essere di
nuovo in bilico per un ritorno al passato.
Alcuni fatti di questi giorni In 2004 è stato l'anno delle elezioni politiche.
Dopo vani tentativi di cambiare la costituzione Bakili Muluzi che aveva regnato
per dieci anni da padrone assoluto, non ha minimamente pensato a lasciare la
presidenza del paese. Ha imposto al suo partito un candidato tutto suo, gli ha
organizzato la campagna elettorale e lo ha installato al palazzo presidenziale.
Il nuovo presidente, Bingu wa Mutharika, ultra settantenne, non ha però
accettato di fare da tirapiedi a Muluzi e sempre più a preso le distanze dal
partito che lo aveva portato alle elezioni e insediato alla presidenza. Nella
smania di assicurarsi una totale indipendenza, il nuovo presidente ha fondato un
suo partito il DPP nel quale sono confluiti tutti quelli che volevano
assicurarsi un futuro. A più riprese il nuovo presidente ha cercato di tenere a
bada Bakili Muluzi minacciando di farlo arrestare, ma senza poi concludere
molto. Lo scontro tra i due ha caratterizzato tutto il primo anno in carica del
nuovo presidente. Bakili Muluzi, chairman del partito UDF, comanda ancora
obbedienza a tutti i suoi parlamentari perché il partito non ha nessuna
autonomia e dipende interamente dalla sua generosità. Il nuovo presidente ha
anche commesso diversi errori allontanandosi sempre più dalle promesse fatte di
trasparenza, zero tolleranza a quella corruzione che aveva allontanato dal
Malawi tutti gli aiuti dei paesi donatori e in particolare i prestiti della
Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale.
Il paese è attualmente ai limiti della fame, quando ancora mancano dieci mesi al
prossimo raccolto. Le incertezze politiche hanno poi fatto dimenticare il Malawi
nella decisione presa dai ministri dei G8
di cancellare il debito estero di 18 paesi più poveri al mondo. Il Malawi che è
il sesto paese più povero si è visto cancellare le sue aspettative a causa della
corruzione del precedente governo e delle incertezze presenti. Un salasso
altissimo per il paese il pagamento annuale del debito estero, pari a quanto
viene speso per il ministero dell'educazione e della salute. In questa
situazione di sbando, il parlamento che si raduna quattro volte all'anno, e
attualmente in sessione per discutere e passare il
budget, o credo si traduca con la finanziaria, è l'immagine più chiara della
mancanza di guida e si avvicina alla confusione totale. In tutto questo ha avuto
buon gioco Bakili Muluzi che è riuscito a crearsi una maggioranza che boccia
tutte le proposte del governo. Dopo aver minacciato di bocciare il budget ora ha
chiesto l'impeachment del nuovo presidente attorno a fatti minori, ma comunque
contrari al dettato della costituzione. Il parlamento ha avuto buon gioco a
screditare il presidente attorno alla proposta di acquisto di una nuova macchina
bulletproof BMW da 500.000 euro, troppi per tutti i presidenti del mondo, tanto
più per un presidente di un paese alla fame. (Di queste macchine ce ne sono solo
due in Africa, la seconda è quella dell'odiato monarca dello Swaziland, un altro
bandito della politica che recentemente ha sposato la quattordicesima moglie -
la tradizione ne permette una all'anno ed è facile sapere da quando è al
potere.)
Al nuovo presidente viene poi rinfacciato che è giunto alla presidenza solo
attraverso brogli elettorali orchestrati da Bakili Muluzi ma che ora ricadono su
di lui, che insomma non sarebbe nemmeno il presidente del paese. Oggi, Giovedì
23 Giugno, viene presentato in parlamento la mozione di sospensione del
presidente. Ci vuole il 75 per cento dei voti per rimuovere il presidente della
repubblica del Malawi. E tutto fa pensare che l'opposizione, che è riuscita
anche ad assicurarsi che la
votazione sia fatta a scrutinio segreto, e così a rosicchiare altri voti
all'interno stesso del partito del presidente, un partito inventato dal nulla e
che non è riuscito che a raccogliere attorno a se gente capace di abbandonarlo
in qualsiasi momento. I vescovi del Malawi che da lunedì sono in sessione
plenaria a Lilongwe, (padre Luigi rappresenta la diocesi di Mangochi) hanno già
da ieri pubblicato un comunicato molto severo e un monito al parlamento per un
comportamento irresponsabile che discredita il servizio a cui è chiamato. E'
stata una presa di posizione molto importante per la chiesa cattolica che ha
voluto far sentire chiaro il senso di confusione in cui si sta arenando il
paese. Altre chiese hanno accennato a qualche presa di posizione, ma troppo
debole per la realtà che va delineandosi. Il consiglio di tutte le chiese
cristiane, il Public Affairs Committee in cinque pagine ha voluto mandare un
messaggio chiaro ai parlamentari, che sospendere il presidente è attualmente una
strada senza ritorno che rischia di sprofondare il paese in una crisi economica
senza precedenti.
Cosa accadrà oggi?
Il parlamento ha già definito che un triunvirato fatto dal chief justice, la
carica più alta del sistema giudiziario, lo speaker del parlamento e un
rappresentante dell'esecutivo prenderanno in carica il paese se si dovesse
giungere a una tale decisione. Una scelta che verrà certo contestata perchè il
vicepresidente, musulmano e fedele a Muluzi rivendicherà che la costituzione da
a lui l'incarico di continuare la guida del paese. La mozione verrà presentata
dal parlamentare di Balaka North, Honorable Lucius Banda ... prima studente del
seminario di Mangochi, poi del Charles Lwanga di Balaka, cresciuto nella
Alleluya Band della cooperativa di Andiamo, prima di diventaree il cantante più
famoso del Malawi ... dice che non è tanto lui a farlo, ma è il partito.E'
questa la fine della democrazia in Malawi? E' già da tempo che si va spegnendo,
che la gente non partecipa più, che la politica è un affare solo per gli addetti
agli imbrogli... la fame e la povertà poi hanno fatto il resto. Perchè la fame
porta all'asservimento. E anche la fame può essere usata. E il Malawi, il caldo
cuore dell'africa che improvvisamente sembra trasformato in una giungla?
Potrebbe essere proprio il giovedì nero, o il giorno più lungo, anche
perché per la prima volta si parla di un intervento dell'esercito, una voce
inaudita in Malawi, ma che oggi deve arrendersi all'evidenza che un anno non è
stato sufficiente al nuovo presidente per ripulire l'esercito e la polizia dai
fedelissimi di Bakili Muluzi.
Aiutooo...
quanto vorremmo che fosse un sogno, o un film che alla fine tende a premiare i
buoni... potrebbe anche essere un film dell'orrore dove non sai mai cosa può
succedere.
E allora a domani sera.
quando sarebbe bello poter dire, che è stata una bufala
pgg
Balaka, 29 marzo 2005
Ai carissimi genitori dell'adozione a distanza -
Balaka
Sono solo poche parole.
Per dire della Pasqua del Malawi. E per dire che la nostra bella avventura
continua.
In tanti ci avete scritto, in occasione della Pasqua, carissimi genitori, e
avete voluto mandare un saluto e un augurio per questa festa infinita, per dire
che ci accompagnate. Siete vicini ai ragazzi e ragazze che avete adottato e
continuate a sostenerli nel loro cammino.
Mai come quest'anno in Malawi c'è una volontà di resurrezione anche se resta
nascosta sotto la brace.
Abbiamo celebrato la Pasqua con gli orfani dei vari centri della missione di
Balaka. La lavanda dei piedi, poi la lunga processione attraverso i campi per
raccontare la via crucis, e poi la notte di veglia, rischiarati dalla luna piena
e attorno al grande falò che è rimasto acceso tutta la notte. Proprio nel fuoco
della notte di veglia di Pasqua, c'è tutto il Malawi di questi giorni.
Ci sono i campi riarsi, quando nel pieno della stagione delle piogge i monsoni
hanno abbandonato tutta la regione est dell'Africa: Malawi, Zambia, Zimbabwe,
Tanzania...
E' forse la peggior stagione mai vista. Raccolti distrutti al 70 per cento.
Perfino il fiore del cotone, che è una piantina, non è riuscito a sbocciare. La
gente ha paura a pensare cosa saranno i mesi che verranno, quando sarà
impossibile importare grano anche dai paese vicini dove si è abbattuta la stessa
siccità. I granai resteranno vuoti...
A fine mese di Marzo si raduna il parlamento del Malawi, (capita cinque-sei
volte all'anno) e deve reinventarsi una maggioranza politica in seguito a
stravolgimenti totali, dove non si sa più chi guida il paese essendosi
vanificate le elezioni politiche dello scorso anno in una frantumazione senza
precedenti Si perderà tempo prezioso e gli ultimi della fila saranno
completamente dimenticati.
Ci sono i ragazzi di scuola che hanno terminato il primo trimestre e
riprenderanno il 18 Aprile la frequenza scolastica. Dovevano essere settimane di
lavoro nei campi, di vendita dei primi prodotti per pagarsi ancora e la scuola e
quanto serve a casa. Saranno settimane vuote. Il gruppo degli orfani doveva poi
raccogliere quanto avevano seminato in quello che è il campo degli "ana amasiye",
il campo che in ognuna delle venti chiese gli orfani coltivano per poi dividersi
il ricavato. E' bastato meno di un giorno per portare a case le poche pannocchie
che chiedono scusa per il loro misero stato.
C'è stata la Pasqua di una chiesa orfana del suo vescovo. Doveva essere la prima
grande festa del Mons. Luciano Nervi, consacrato vescovo di Mangochi il 29
Gennaio 2005. Dopo soli 38 giorni, l'8 Marzo 2005 una terribile malaria
celebrale se l'è portato via. Era il vescovo che in tanti anni passati, il
Malawi aveva avvicinato a tutti i gruppi che aiutano in mille modi le missioni
del Malawi. Da quando era al lebbrosario di Utale già conosceva il gruppo
Seconda Linea di Ostia, e poi via via tutti gli altri. Aveva più volte ripetuto
il suo impegno per lo sviluppo sociale del paese e uno dei suoi ultimi scritti
era a proposito di un progetto di irrigazione...
Della Pasqua è rimasta la brace: stiamo cercando sotto la cenere. Stiamo
cercando come sostenerci per continuare a sperare. E non lo facciamo per
ripetere un lamento stanco, ma perché convinti che a raccontarci la nostra
Pasqua e a ripeterci che è davvero risorto possiamo ricominciare.
E questo rimane un impegno che gli orfani hanno imparato a memoria nella loro
stessa vita che li ha obbligati da sempre a dover camminare spesso da soli. E
continuiamo il cammino dell'adozione a distanza. Abbiamo incontrato tutti gli
orfani dell'adozione a distanza e anche per il mese di Marzo tutti hanno
ricevuto la retta mensile, tanti anche i pacchi che erano arrivati nel
container, e per tutti la possibilità di un grande aiuto.
Il primo Aprile abbiamo la festa del send off per 170 ragazzi e ragazze
che l'Adozione ha restituito alla vita, anche loro risorti.
Grazie infinite da tutto il gruppo dell'Adozione del Malawi, dell'ufficio della
Procura dei Missionari Monfortani, di tutti i responsabili di gruppi di
tantissime parrocchie e Onlus...
Sotto la cenere è rimasta la brace.
P. Piergiorgio Gamba
Balaka, 10 marzo 2005
Oggi, dieci Marzo, la cattedrale di Mangochi ha
chiamato a raccolta tutta la sua comunità cristiana. Dopo tutta una notte di
veglia, di canti a raccontare la tristezza e invocare speranza, sono stati i
cristiani a radunarsi attorno alla bara di Mons. Luciano Nervi per dirgli di un
amore e di una riconoscenza che volevano esprimere tutta assieme perché non ci
sarebbero stati giorni a sufficienza.
In un mese e pochi giorni la comunità cristiana era cosciente di aver vissuto
quello che normalmente richiede anni. La festa per il nuovo vescovo, i primi
piani pastorali, la ventata di novità e di cambiamenti
da pagare a caro prezzo, le attese e la crescita... poi la sofferenza e il
distacco. I tempi africani contati in stagioni, hanno vissuto la frenesia del
tempo che non si poteva fermare. Mons. Luciano Nervi domenica 6 Marzo, di notte
era stato ricoverato in ospedale. Dopo tutte le analisi lunedì sera gli veniva
confermato che all'indomani avrebbe fatto ritorno a casa. Poi la notte ancora:
poche ore sofferte fatte di allucinazioni, respiro difficile, il silenzio di un
coma irreversibile e la corsa dell'ambulanza verso un altro ospedale ancora, che
non poteva che redigere il certificato di morte per malaria celebrale.
E mentre la notizia si diffondeva rapidissima, la stagione troppo calda
obbligava a un programma ancora senza soste. E mentre dall'Italia i parenti che
l'avevano accompagnato il giorno di festa riprendevano un pellegrinaggio
tristissimo, la comunità cristiana gli ha preparato l'ultimo saluto piangendolo
come un figlio.
Se il giorno della festa aveva radunato soprattutto i cristiani della diocesi di
Mangochi, il lutto del funerale ha visto la partecipazione di tutto il paese.
Vescovi venuti anche dallo Zambia, preti a centinaia, comunità religiose al
completo e cristiani a riempire tutti i viali adiacenti alla cattedrale.
Monsignor Luciano Nervi adagiato nella bara rivestito da vescovo e con la sua
mitria azzurra sul capo, non era più un missionario venuto da lontano e nemmeno
un visitatore di passaggio: nella sofferenza era diventato africano.
Nella chiesa gremita all'impossibile la funzione religiosa è durata più di
quattro ore. Erano presenti le autorità più alte dello stato come una marea di
gente raccolta a piangere e pregare. Monsignor Alessandro Assolari ha presieduto
la messa esequiale del suo successore; l'arcivescovo di Blantyre, Tarcisius
Ziyaye, ha tenuto l'eulogia che ha dato senso a questo seme che caduto per terra
stava già portando frutto, il vice presidente della repubblica del Malawi,
Cassim Chilumpha, musulmano, ha sottolineato l'importanza di quanto stava
succedendo e di una fede che superava barriere ed era capace di ricomporre il
paese attorno a ideali di bontà e di giustizia.
Poi è venuta la lunga processione che ha portato Monsignor Luciano Nervi fino al
cimitero ai piedi della collina di Chiusi, vicino al Saint Paul Seminary di
Mangochi. E qui riposa per sempre il nostro padre missionario monfortano,
giornalista e scrittore, viaggiatore instancabile, costruttore di decine e
decine di scuole e chiese. Nella frenesia di questi avvenimenti e al suo
appuntamento con l'Africa, non è arrivato in ritardo.
Ai parenti che hanno scelto di lasciare che il loro fratello restasse per sempre
in Africa, c'é poi tutta la riconoscenza di una comunità povera, abituata alla
fame e alla malattia, ma consapevole di non essere più orfana. I giorni spesi da
Mons. Luciano Nervi da vescovo sono stati solo trentotto. Ma da questa sera
ricomincia il conto all'infinito, africano per sempre.
A quanti hanno sostenuto la sua missione, a benefattori e amici, a gruppi
missionari e onlus che lo hanno accompagnato in tanti anni di missione e nei
mille progetti da iniziare rimane la certezza di essere stati parte di una
storia bella e da continuare a raccontare.
E la diocesi di Mangochi? Da domani si raduna il consiglio dei consultori, i
sette più stretti collaboratori del vescovo per la pastorale diocesana. Hanno
otto giorni per scegliere un amministratore
diocesano che porti avanti l'impegno che Monsignor Luciano Nervi aveva con loro
delineato. E resterà il carica fino alla scelta di un nuovo vescovo, quando
ancora ci raduneremo in un grande prato per pregare lo Spirito Santo a ridare
forza alla sua chiesa. Ma questa è una storia ancora da raccontare. Per oggi la
congregazione dei missionari monfortani ringrazia il Signore di averci dato un
fratello vescovo degno di San Luigi da Montfort e missionario come lui.
P. Piergiorgio Gamba
Le foto della Messa funebre (cliccare sull'immagine
per ingrandirla)
1. Mons. Assolari a presiedere la messa funebre
2. I parenti di P. Luciano
3. L'arcivescovo tarcisius Ziyaye
4. il pianto di tutta una comunità
5. la bara adagiata nella cattedrale di Mangochi
Balaka, 9 marzo 2005
Una ventata di azzurro
Questa notte i tamburi suoneranno a lutto in tutte le diciannove missioni della
diocesi di Mangochi, in Malawi.
Monsignor Luciano Nervi consacrato vescovo il 29 Gennaio 2005, alle prime luci
dell'alba del 8 Marzo invano l'ambulanza lo ha trasportato dal Malamulo
Hospital, l'ospedale della chiesa Avventista del Settimo giorno, alla clinica
Mwayiwathu di Blantyre. L'ultimo tentativo contro quella che sembra sia stata
una malaria celebrale, non è stato di aiuto.
Accompagnato da alcuni preti della diocesi di Mangochi e da padre Luigi Gritti,
superiore dei missionari Monfortani, Monsignor Luciano Nervi è scivolato in un
coma da cui non si è più risvegliato. Dall'analisi di una prima autopsia,
emergono i sintomi della temutissima malaria che ancora rimane la causa
principale dei decessi in Africa. Quando poi si trasforma in malaria celebrale e
meningite, le speranze di sopravvivere diventano molto esigue. Monsignor Nervi
già da giovedì scorso aveva notato la stanchezza che viene come sintomo di
quella malaria che aveva ben conosciuta nei tanti anni di vita missionaria a
Utale e a Mangochi. Generalmente bastavano poche pastiglie e una giornata di
riposo. Il malessere era però continuato e domenica 6 Marzo non aveva potuto
recarsi alla missione di Mpiri, in quello che era il suo programma di visita a
tutte le missioni. Nella serata di domenica, costatando che anche le flebo a
base di chinino non riuscivano a cambiare la situazione, veniva portato
all'ospedale nella città di Blantyre a oltre duecento chilometri da Mangochi.
Tante analisi e un buon riposo sembravano aver riportato il sorriso sul volto di
monsignor Luciano Nervi che nella serata si era sentito dire dalla dottoressa
che sarebbe tornato a casa il giorno successivo.
L'arcivescovo di Blantyre era stato con lui fino alle nove di sera e era stato
un cordiale dialogo e un sereno incoraggiarsi nella missione di guida della
chiesa. Durante la notte sono invece ritornati gli incubi di una malattia che
gli rendevano difficile la respirazione. E non c'è stato ritorno.
In tutta la diocesi di Mangochi si è fatto buio prima ancora del tramonto.
Improvvisamente i cristiani si guardano sgomenti. Oltre la fame di questa
stagione matrigna, che ha visto distrutto tutto il raccolto, la notizia che il
nuovo vescovo è stato portato via da una malattia fulminante si è abbattuta
pesante.
E' troppo recente la festa che avevamo vissuto così: " Una decina di vescovi, un
centinaio di preti
africani, il presidente della Republica del Malawi, migliaia di persone a
testimoniare la gioia di essere chiesa. Il Malawi sta attraversando un periodo
veramente difficile e le sfide quotidiane che la gente deve affrontare sono
enormi..."
Sono passati trent'otto giorni da quel giorno di festa.
Giorni significativi per il nuovo vescovo. Spesi in una moltitudine di incontri.
Primo era stato l'incontro personale con tutti i preti della diocesi. Ognuno
aveva una storia da raccontare e progetti da presentare.
Poi tutte le organizzazioni, i gruppi e le tante attività che una diocesi in
Africa si fa carico, particolarmente del campo educativo, con tante scuole e nel
campo sanitario con decine di ambulatori e ospedaletti che la diocesi sostiene.
Aveva speso tutta una giornata anche con i missionari Monfortani che lavorano
nella diocesi di Mangochi. Aveva chiesto tutta la loro partecipazione e impegno
per quella che vedeva come una nuova stagione della missione e la presenza della
chiesa in Africa. Assieme a tanto ascolto intendeva far camminare la diocesi su
direttive importanti che declinava così: partecipazione dei laici; sostegno alle
missioni e ai preti locali; promozione dei mezzi di comunicazione sociale che
includessero anche la stazione televisiva... tutto questo impegno nel nome che
aveva scelto come il motto del suo ministero: "Venga il tuo Regno".
Giornate importanti per tutta la comunità cristiana. Ogni domenica era una festa
che si ripeteva. Pur parte di una quaresima dai colori tristi, era bello sentire
la vita della chiesa cresciergli attorno. E così dopo la prima messa celebrata
con Monsignor Alessandro Assolari che gli aveva passato le consegne della
cattedrale di Mangochi, era poi stato alla grande missione di Balaka, e poi
ancora in un calendario fitto fitto che gli avrebbe fatto percorrere tutte le
diciannove missioni della diocesi.
Giornate che andavano facendo spazio per qualcosa di nuovo che stava nascendo.
Certo un parto difficile come lo è stato la chiusura del seminario maggiore
quando ha rimandato tutti i seminaisti a casa per un mese a riflettere sulle
motivazioni che li avevano portati a chiedere di essere preti e diaconi. Ma
finalmente qualcosa si stava muovendo. E rimane negli occhi della gente la paura
che tutto si sia ancora una volta improvvisamente interrotto, come è stato per
le piogge svanite nel nulla.
Come ricorderà la gente i 38 giorni di Monsignor Luciano Nervi?
Il suo sarà molto di più di un nome sperso nell'elenco dei vescovi che
guideranno la chiesa di Mangochi. Dal primo giorno, prima ancora che la gente
imparasse il suo nome, era stato facile riconoscerlo con quella mitria azzurra
che portava sul capo. I disegni africani che la ornavano e soprattutto il colore
azzurro così caratteristico gli avevano già procurato l'attributo del vescovo
azzurro. E così ricorderemo questo missionario e questo vescovo che in una
manciata di giorni è riuscito a far sognare, a pensare a una chiesa che è capace
di rinnovarsi e di ricominciare ogni volta.
L'otto Marzo è un giorno importante in Malawi. Tredici anni fa, l'otto marzo
1992, i vescovi cattolici avevano sfidato la dittatura e riportato la democrazia
nel paese. Da oggi ricorderemo questa ricorrenza anche per questo vescovo
azzurro, questa ventata di cielo che ha scosso questa chiesa. I frutti poi
verranno al tempo giusto. Grazie monsignor Luciano Nervi. In pochi giorni sei
riuscito a scrivere le molte pagine che ancora mancavano ai tanti libri che hai
scritto. Ora ancora di più sei parte della storia di questa chiesa e di questo
paese e qui resterai per sempre.
La salma di Mons Luciano Nervi oggi, mercoledì 9 Marzo, da Blantyre viene
trasportata alla cattedrale di Mangochi dove la veglia funebre continuerà tutta
la notte. In serata tutti i preti celebreranno una santa messa per il loro
vescovo e buon pastore.
Alle 10 di mattina di giovedì 10 Marzo inizierà la messa esequiale nella stessa
cattedrale dove era stato missionario, parroco e vescovo. Oltre a tutti i
vescovi del Malawi sarà presente l'arcivescovo di Lusaka, arcivescovo Medardo
Mazombwe, il segretario della nunziatura (il Nunzio arcivescovo Antonini
originario da L'Aquila, è in Italia perché sua mamma, come Mons Luciano Nervi è
morta l'otto Marzo) e tanti religiosi, suore e preti che lo hanno conosciuto e
gli erano stati vicini un mese fa per la festa di consacrazione.
I parenti che erano venuti a Mangochi per presentarlo come un loro dono a questa
chiesa, oggi ritornano ancora. Un gesto molto bello e coraggioso. Vengono per
affidare per sempre il loro fratello per sempre a questa terra. Monsignor
Luciano Nervi sarà sepolto nel cimitero vicino al seminario di Saint Paul in
Mangoci e qui riposerà assieme ai preti e missionari, tra cui padre Michele
Gotti, che hanno speso la loro vita per questa chiesa.
A tutti quanto hanno conosciuto Monsignor Luciano Nervi, ai volontari, ai gruppi
di animazione missionaria che tanto gli stavano a cuore, a amici e parenti... è
una chiesa, è un popolo intero a dire grazie e ad accompagnarvi nel dolore e
nella speranza.
P. Piergiorgio Gamba
Mangochi,
24 febbraio 2005
Carissimi amici e benefattori,
In questo tempo forte di quaresima in cui ci stiamo preparando a celebrare la
Pasqua del Signore Risorto, ho voluto prendere un po’ di tempo per scrivervi.
Spero tanto di riuscire a raggiungere tutti ed ognuno di voi prima di Pasqua
perché a volte la posta dal Malawi per l’Europa ci mette tanto tempo a giungere
a destinazione.
Io sto bene di salute e sono tanto sereno ma tempo da perdere ne ho veramente
poco ! e purtroppo a volte trascuro voi cari amici e benefattori perché non
sempre riesco a rispondere in tempo utile ai vostri scritti, ai vostri messaggi
e alle vostre aspettative. Vi assicuro comunque che ogni giorno nella
celebrazione dell’Eucarestia ho un ricordo e una preghiera particolare per voi.
Il nostro nuovo vescovo, Sua Eccellenza Mons. Luciano Nervi, alla domenica sta
visitando tutte le parrocchie della diocesi e un po’ alla volta sta conoscendo
il clero locale e la realtà e situazione della nostra Diocesi di Mangochi.
Quest’anno noi eravamo molto contenti perché il Signore ci aveva benedetti con
un buon inizio della stagione delle piogge e nei campi il granturco cresceva
bene dando speranze di una annata buona per il raccolto. Purtroppo e’dal giorno
29 gennaio scorso che non piove piu’ e il sole bruciante come nel periodo di
ottobre e novembre ha bruciato tutto. Anche nelle zone dove normalmente si
coltiva il riso tutto e’ seccato e perciò ancora una volta anche quest’anno
stiamo entrando in un periodo nero di fame e carestia. Sono gia tantissime le
famiglie che mangiano solo una volta al giorno un poco di polenta con qualche
erba o qualche zucca.
Come posso io rimanere indifferente e rimandare indietro a mani vuote molti casi
veramente disperati di donne, bambini e persone sole e abbandonate che non sanno
dove andare a bussare per non andare a riposare alla sera con la pancia vuota e
morire di fame?
Noi sappiamo bene che in quaresima siamo invitati a fare un percorso basato su
tre pilastri fondamentali: aumentare la preghiera, fare qualche penitenza con il
digiuno e soprattutto fare opere di carità verso i più piccoli i bisognosi e gli
ammalati.
A voi miei carissimi amici a cui devo tanta riconoscenza perché siete sempre
stati generosi con me permettendomi di potere aiutare tanti poveri vorrei ancora
una volta tendere la mano in cerca di aiuto.
Al nostro Centro di Nutrizione e’ stato richiesto che a partire dal prossimo
mese di Marzo possa ricoverare i casi più gravi di bambini denutriti che
necessitano di assistenza e di ammissione ospedaliera. Al nostro St. John
Nutritution Centre fino ad ora ogni giorno ricevevamo i bambini denutriti e
davamo loro un’alimentazione adeguata e facevamo dei piccoli controlli per
monitorare la loro crescita e quando c’erano casi gravi li portavamo
all’ospedale del governo a Mangochi. Ora affinché il nostro Centro di Nutrizione
possa essere abilitato a fare ricoveri, dobbiamo affrontare nuove spese perché
ci devono essere adeguati servizi igienici, una minima attrezzatura e
apparecchiature ospedaliere e soprattutto provvedere a comperare medicine che
sono molto costose.
Ora vengo a darvi qualche mia notizia personale.
Quest’anno nel mese di Luglio ricorrerà per me il 20mo anniversario della mia
ordinazione sacerdotale. Ringrazio il Signore per avermi prediletto e scelto ad
essere suo sacerdote. Recentemente mi e’ stato proposto e richiesto di diventare
il Segretario Nazionale della Conferenza Episcopale del Malawi. Si tratta di un
posto di responsabilità che avrebbe comportato per me il lasciare la Diocesi di
Mangochi ed andare a lavorare a Lilongwe per un periodo minimo di tre anni
eventualmente rinnovabili.
Dopo aver riflettuto e pregato ho deciso di rinunciare a questa offerta e a Dio
piacendo a ottobre 2005 andrò a Roma presso l’Università Gregoriana, d’accordo
con il mio vescovo Mons. Luciano Nervi, per ulteriori studi e prenderò un anno
sabbatico. Vorrei approfondire la mia tesina sulla Teologia della Croce.
Per quanto riguarda le varie opere realizzate e funzionanti e i vari progetti in
corso io continuero’ ad esserne il responsabile e seguirò e curerò da distanza
il loro andamento e funzionamento. Sul posto invece ci sta una volontaria laica,
Ilaria Allieri, che ha lavorato per 20 anni assieme al nostro caro vescovo
emerito Mons. Alessandro Assolari, e che attualmente risiede in una casetta
vicino al Seminario Maggiore, ( dove per i primi anni aveva la sede e ha operato
lo studio di Radio Maria Malawi) che e’ disponibile ad aiutarmi nel seguire da
vicino questi miei progetti per la promozione umana:L’asilo, Il Centro
Nutrizionale, Il Centro per la Promozione della Donna, la Scuola Elementare ed
il gruppo degli anziani e le persone ammalate.
Carissimi amici ora in conclusione di questo mio scritto auguro di tutto cuore
ad ognuno di voi una Santa Pasqua 2005. Il Signore Risorto vi doni tanta pace,
salute e serenità. Auguri anche a tutti i vostri famigliari e ai vostri cari .
Io vi ringrazio tanto e vi assicuro il mio costante ricordo e le mie preghiere.
Con sentimento di affetto sincero vi saluto caramente.
Vostro amico
padre Joseph KIMU
Balaka, 31 dicembre 2004
Carissimi Peppino e Maria,
ne è passata di acqua giù per le cascate delle Victoria Falls... o mi sono io un
po' perso nelle mille avventure del nostro villaggio. Intanto un carissimo
saluto dal nostro villaggio che vive un momento
molto bello di crescita sia pure tra tante preoccupazioni.
Bellissimo il pensare al nuovo vescovo, padre Luciano Nervi, bellissimo il
Natale degli orfani, che completiamo il tre gennaio con il gruppo di Mponda,
bellissimo avere la Chiara e la Betta con noi a dare ancora un po' di ordine
all'avventura delle adozioni come anche è stato bello in questi ultimi tre
giorni aver portato un gruppo di 16 tra i volontari che sono a Balaka alle
cascate Vittoria, al confine Zambia-Zimbabwe.
Veramente non mancano tanti problemi a occupare le nostre giornate che sembrano
diventare sempre più corte e lasciare poco spazio anche solo per incontrare la
gente, visitare gli orfani...
A giorni poi viene ufficialmente inaugurata la Casa a Metà Strada con i primi
ex-carcerati a venire ad abitare con noi... un'avventura che veramente non mi
lascia dormire, anche se la fiducia nel Signore non viene mai meno.
E la carissima comunità di Santa Monica chissà con quanta gioia ha vissuto il
Natale. Il vostro primo impegno missionario in Malawi è stato proprio alla
missione di Utale, per i lebbrosi che padre Luciano Nervi seguiva, e che ora
diventa anche loro vescovo... è proprio la vostra festa.
Vi giunga allora l'augurio più caro da tutte le nostre comunità missionarie dal
nostro caldo cuore dell'Africa, come si chiama spesso il Malawi...
E con l'anno nuovo gli auguri di poter continuare con tutto l'entusiasmo di
spendere la vita per il bene, per la chiesa, per il mondo, così provato in
questi ultimi giorni, è la strada più bella e il rimedio migliore ai nostri
affanni.
Buon anno nuovo.
E se il Signore ci conduce anche per il 2005 qualcosa di bello sarà importante
che riusciamo a farlo.
E vi invio la foto del natale a Toleza, e il mondo meraviglioso delle cascate
Vittoria a dire che l'Africa ha davvero tanto di bello da dare...
A nome di tutta la nostra comunità e degli orfani tutti
Buon Anno 2005
P. Piergiorgio Gamba
P.S. Per la famiglia di Matewere sapete bene che le urgenze non finiscono mai,
soprattutto ora che così tanti dei loro figli sono a scuola, alcuni poi alle
scuole superiori. L'aiuto che potrete inviare sarà davvero una benedizione. E
noi che viviamo accanto a loro sappiamo bene che risparmiano, si ingegnano in
mille piccole cose che possano aiutarli a continuare.
La Elisa, in attesa di trovare un qualche impiego, ora lavora a tempo pieno....
assieme a un'altra ragazza a preparare le particole che poi vendiamo nei
bookshops... anche noi insomma ne inventiamo di tutti i tipi per poter trovare
un mestiere a tutti. E Peppino ricorderà che ci aveva inviato due macchinette
per preparare le ostie... una è quella che usa la Elisa per guadagnarsi il suo
salario.
Balaka, 27 dicembre 2004
Carissimo Giuseppe,
grazie degli auguri di Buon Nalale che tutti abbiamo vissuto intensamente.
Noi vi auguriamo Buon Anno 2005 con le cose più belle che il Signore ci prepara
da vivere ed anche con le difficoltà che incontreremo ed insieme vivremo.
Per i tuoi giovani Veronica e Paolo il giorno 9 gennaio alle ore 13.15 saremo
all'aeroporto e sarà l'inizio della loro fruttuosa esperienza africana in
Malawi.
Ti voglio chiedere un favore: puoi procurare questo materiale elettrico e
mandarlo con i giovani?
20 scatole portafrutti in plastica, serie Ticino 503, o equivalente... (mi hanno
detto che la spiegazione basta per un tecnico).
Ci servono per completare con una certa urgenza, l'impianto elettrico della casa
dei volontari.
Sono contento che il 4 Gennaio 2005 inizierà la scuola S. Agostino, vicino ad
Andiamo, con già più di 500 bambini iscritti fino alla standard 6.
Penso sia motivo di gioia per noi, ma anche per voi nel vedere che il progetto è
arrivato alla sua piena realizzazione ed è funzionante con grande vantaggio per
tutta la comunità.
Ora siamo in pieno lavoro per la scuola tecnica e contiamo che insieme la
porteremo a compimento, anche se è un grosso progetto.
Il progetto di Matola ci sta molto a cuore e siamo in attesa.
A te, Maria, agli amici tutti di Seconda Linea ed alla comunità intera di S.
Monica con i suoi preti i nostri cari saluti e rinnovati auguri di bene nel
Signore.
P. Mario
Namandanje, 12 dicembre 2004
Carissimi amici e benefattori,
ogni anno la ricorrenza del Natale e l’inizio di un Anno Nuovo ci avvicina per
scambiarci gli auguri per un rinnovato incontro con Gesù presente nella nostra
storia e per un nuovo cammino con Lui per tutto il 2005.
Questo camminare con Gesù impegna tutti noi a tradurre quei segni di amore con
la gente tra la quale viviamo ogni giorno senza paura di fare sacrifici..
L’anno 2004 sta passando, insieme abbiamo dato e continuiamo a dare una preziosa
assistenza agli ammalati colpiti da HIV-AIDS; il servizio verso di loro ci
impegna a camminare con le nuove assistenze, le strutture ed i mezzi creati a
difesa dalla loro malattia. Mentre sto scrivendo penso a Giuseppe e Maria in
quel viaggio che fecero sopra un asino dalla Galilea alla Giudea per arrivare
Betlemme, per assolvere ad un comando dell’imperatore di Roma, che nei piani di
Dio, il Figlio di Maria doveva nascere a Betlemme. Quella cavalcatura che portò
Maria a Betlemme, in attesa di diventare mamma, vorrei che diventasse per
Namandanje, un automezzo per trasportare donne incinte, per dei periodici
controlli riguardo la malattia dell’AIDS e assicurare un’assistenza che salvi il
nascituro e protegga la vita della mamma. Con il vostro aiuto, se ce la
facciamo, compreremo un pulmino che chiamerei “l’asino a quattro ruote”, che
trasporti queste ammalate dal nostro ospedale di Namandanje all’ospedale dove si
fanno specifici controlli riguardanti l’HIV-AIDS. Le offerte che riceverò oltre
che a questo automezzo, indispensabile per la vita della donna e dell’uomo, ci
aiuterà anche a pagare i viaggi che continuamente facciamo dalla maternità della
missione all’ospedale del Governo per interventi che nel nostro ospedale non
possiamo fare per mancanza di strutture e personale medico specializzato; la
gente, con le sue povertà, e il caro prezzo del carburante, non riesce a trovare
i soldi che ci vogliono per questi viaggi e non è neanche bello che la donna
vicina a partorire, viaggi con i mezzi di fortuna dove: polvere, sole e pioggia
peggiorerebbero la sua situazione. Un pulmino lo sogno già presente, perché so
che nelle necessità non mi avete mai deluso; fame, malattie ecc… ci hanno fatto
camminare insieme e nell’unione delle forze abbiamo fatto miracoli, (come in
quell’anno di fame insieme abbiamo comperato mais per un valore di circa 60.000
euro).
Con Giuseppe e Maria e il loro mansueto mezzo di trasporto, con Gesù prossimo a
nascere anche quest’anno per la nostra salvezza e assieme a Padre Salmaso,
auguro a tutti un Buon Natale e un Felice Anno Nuovo 2005.
In attesa della vostra amicizia, preghiamo il Buon Dio di benedirvi assieme a
tutti i vostri cari. Saluti ed auguri di ogni bene
Vostro P. Santino Trussardi
Kankao, dicembre 2004
Carissimi amici,
in questi otto anni qui a Kankao sono state
costruite quattro nuove chiese in sostituzione di quelle di paglia e i figli del
Padre sono aumentati. Ne ho avuta la prova ad agosto con i numerosi battesimi di
piccoli e grandi (182) e con tanti matrimoni sistemati (43), con quelli
celebrati dall'inizio dell'anno (61), un vero record per Kankao...
Dio sa come vorrei entrare in casa di tutti voi, stringere la mano a ciascuno e
potergli dire, guardandolo negli occhi: "Buon Natale, amico mio e della mia
gente di Kankao. Il Natale ti porta un lieto annuncio: il Dio del cielo è sceso
su questo mondo disperato, brancolante nel buio dell'egoismo, dell'odio, delle
guerre e sai che nome ha preso? Emmanuel, che vuol significa " Dio con noi". E'
questo il mio augurio più bello e gioioso: Dio è con noi, e con il cuore gonfio
di commozione, aggiungerei "zikomo, zikomo (grazie, grazie) perché per mezzo
vostro, Dio è entrato anche qui in tanti cuori.
Il mio nuovo curato, ordinato con altri cinque il 25 settembre scorso, si chiama
Christopher Chatsogola. La scelta non poteva essere migliore. Viene da Utale 2
dove io lavorai per 19 anni. Lo conobbi da piccolino, la sua famiglia era nella
lista dei poveri che venivano aiutati. Lo feci studiare io con l'aiuto di
persone buone. Il 24 ottobre lo abbiamo accolto con gioia qui a Kankao, c'era
veramente tanta gente venuta anche dalle succursali più lontane. E' giovane e
pieno di entusiasmo. Con lui divido le mie giornate di gioia, di ansie e
di preoccupazioni pastorali. Vi chiedo la carità di una preghiera perché egli
sia sempre di buon esempio come discepolo, come apostolo, come testimone dello
stesso Maestro Gesù che è venuto per servire e non per essere servito.
Il gruppo delle ragazze madri continua. Alcune hanno formato una famiglia ed
altre sono tornate con il loro frugoletto sulle spalle.. Nel loro pollaio
qualcosa si vede: capre, una ventina di galline e faraone e qualche anatra.
Anche l'orto dà il suo frutto: pomodori, cipolle, tanapos ed altre erbe. Fortuna
che suor Bea le segue con con amore. Il loro campo di granturco è stato pulito e
zappato; ma non piove. Speriamo in bene, perché la fame c'è già da un pezzo....
Avrei ancora tante cose da dirvi, da raccontarvi, ma tra poco i galli
cominceranno a cantare e sorgerà un nuovo giorno. Il Natale, mistero di Amore, è
più vicino.
Vi assicuro che sto bene e che sono contento, vi ricordo e prego ogni giorno per
voi.
Il Signore sia con voi e vi benedica con tutti i vostri cari.
P. Gianni Maggioni
6 novembre 2004 (Lettera di
due genitori delusi)
Cari collaboratori di Seconda Linea Missionaria,
siamo due genitori che, ormai da due anni, hanno adottato a distanza un bambino
del Malawi; non ci pentiamo della scelta fatta e siamo felici di poter fare la
nostra piccola parte di "bene", è solo che....ultimamente abbiamo un po' di
dubbi...; in poche parole siamo un po' delusi dal tipo di rapporto che abbiamo,
o meglio non abbiamo, con il nostro bimbo; per essere più chiari: in due anni, e
a gennaio saranno tre, di adozione le uniche cose ricevute dal nostro bimbo sono
state due fotografie e un disegnino; noi gli abbiamo scritto tre lettere e
inviato due volte un pacco con il container e una volta il contributo in soldi
per l'acquisto di alimenti; ci rendiamo conto che il bimbo, avendo da poco
cominciato la scuola, non sia in grado di scriverci e infatti non è a lui che
facciamo un rimprovero... ma alla Vostra organizzazione. Abbiamo deciso di
adottare un bambino tramite Voi, perché ci aveva colpito l'importanza data al
lato dell' educazione scolastica che avrebbe ricevuto il bimbo stesso; ad essere
sinceri, però, noi non sappiamo nemmeno se il nostro bimbo a scuola ci vada
oppure no...; la famosa pagella non l'abbiamo mai ricevuta !!!!!!!
Per quanto riguarda i soldi versati per l'adozione... non ci resta che sperare
che gli stessi vengano usati effettivamente a favore del nostro bimbo...perché,
ripetiamo, non avendo notizie ne da lui, ne tanto meno dai Vostri collaboratori
sul luogo (che potrebbero aiutare i bimbi più piccoli a rispondere alle lettere
dei loro genitori adottivi...), non abbiamo nessuna certezza in merito.
Tra poco sarà ora di rinnovare l'adozione e, probabilmente, lo faremo anche per
quest'anno...anche se con l'amaro in bocca...
******** e *********
Genitori di *********
6 novembre 2004 (Risposta
dell'Associazione)
Cari ******* e ********,
la vostra lettera non ci sorprende anche se più volte abbiamo cercato di far
capire che le comunicazioni non sono facili, che si tratta di Africa, che ogni
euro e ogni ora spesi in comunicazioni tolgono risorse all'emergenza che è
quella di tentare di tenere in vita i bambini per cercare di dar loro una
formazione essenziale. Anche le risorse umane sono scarse e non è pensabile che
tre missionari e qualche volontario possano occuparsi di tenere in comunicazione
4000 bambini con le loro famiglie adottive. Credetemi anche quei piccoli segnali
come il disegnino e le fotografie sono un grande impegno. Solo per raccogliere i
disegnini sono andati in Malawi dei volontari da Bergamo (secondo il mio
personale punto di vista uno spreco di energie). Abbiamo anche pensato di
aumentare la quota per pagare qualcuno che si occupi solo di questo. Ma non
tutti sono d'accordo. Le teste sono tante e qualcuno senza dubbio penserebbe a
una speculazione. Forse dovevamo chiedere di più dall'inizio. Molte associazioni
chiedono dai 250 ai 500 euro l'anno e forniscono materiale più esauriente e
graficamente più gratificante. I nostri missionari promettono di tentare e poi
non ce la fanno... E' gente che dà la vita e che in piazza non si vede perché
non ha tempo (solo in Italia i missionari sono più di 16.000, un esercito
silenzioso senza bandiere, come chiede il vangelo che portano tutti i giorni).
Tra loro qualcuno ci ha più volte avvisato di non accettare adozioni che portino
gratificazione ad alcuno: non sappia la mano destra quello che fa la sinistra.
Alcune associazioni non comunicano neanche il nome del bambino. Ma noi non siamo
d'accordo perché il cuore dell'uomo cerca spesso la gioia di vedere e di toccare
con mano. E allora ci proviamo, ci provano i missionari ma non sempre ci si
riesce.
Girerò questa mail alla missione di Balaka, ma vi prego di non pagare la quota
se non siete convinti. Il vostro bambino non verrà abbandonato e verrà affidato
a un'altra famiglia. La migliore cosa che possiate fare è essere coerenti con
quello che sentite in profondità. Ne verrà un bene per tutti.
per l'Associazione "Seconda Linea Missionaria"
Paolo Aragona
Balaka, 9 novembre 2004
(Intervento dei missionari)
Carissimo,
Ho potuto leggere solo oggi la tua lettera di risposta ai genitori di ********.
Grazie veramente di cuore per la schiettezza e l’onestà. Credo che hai fatto
capire tante cose a loro. E a noi. Abbiamo bisogno di questa solidarietà perché
tutti dobbiamo crescere. Abbiamo bisogno anche noi di aiuto e di consiglio.
Sicuramente le cose miglioreranno molto se c’è questa stima e amicizia profonda
Grazie ancora e scusaci se ti coinvolgiamo in prima persona ma ormai è come se
fossi quì con noi.
Auguri a tutti in particolare a Pietro
A presto
P. Beppe, Ethel e co.
Balaka, 25 settembre 2004
Carissimi Giuseppe e Maria,
ben tornati a Roma e grazie del messaggio.
Per il progetto non sono ora in grado di verificare
tutti i prezzi, però è anche vero aumento tutto anche qui. Come dici speriamo
che la nuova avventura di solidarietà vada bene e meglio anche di quelle vissute
fino ad ora, perché il motivo è solo uno: crescere insieme da fratelli e sorelle
della grande famiglia di Dio.
Ciao e saluti a tutti.
p. Mario
Balaka, 2 agosto 2004
Carissimi,
grazie del vostro messaggio e auguri per le vostre
vacanze.
E' un periodo che le comunicazioni vanno benino ed
ogni giorno apro il sito di Ostia per l’Africa, seguendo gli sviluppi del
progetto ed ho anche risposto a qualcuno che chiedeva chiarificazioni.
Il villaggio scelto è Matola e tutta la comunità è
coinvolta ed in attesa di notizie.
La scuola di S.Agostino in Andiamo è quasi finita e
speravamo che voi l'avreste ufficialmente aperta, ma ci sarà un altra occasione
dopo il suo inizio di anno scolastico a gennaio.
Ti assicuro che non solo voi non vi dimenticate di
noi, ma