| C'era una volta un campo... (si comincia) |
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| domenica 14 febbraio 2010 | |
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11 Febbraio 2010 Carissimi Peppino e Maria nella festa che ci ricorda gli ammalati e che ci aiuta a mettere al centro della missione chi e' più nel bisogno, un grande saluto dal Malawi. Le urgenze come sempre ci inseguono in continuazione e sembra proprio di rivedere la storia di Gesù che con i suoi discepoli ogni tanto cercava di nascondersi perchè erano troppi e diventava troppo difficile ascoltare tutti. Quest'anno in particolare con le piogge che giungono solo in qualche zona e solo ogni tanto, ecco quello che doveva essere in questo mese un campo rigogliosissimo, presentare pochissime pannocchie per quello che sarà un raccolto molto povero. Più che all'inizio quando il progetto "c'era una volta un campo... " aveva iniziato a farsi strada, oggi vediamo l'urgenza di portarlo avanti con più decisione. Il cancello all'entrata del campo che era rimasto per anni senza un vero uso, e' quasi completato come pure tutta la recinzione e' stata fatta. Le due linee in cemento ora si sono rafforzate e asciugate a sufficienza e domani verranno messi due containers per essere usati come magazzino esterno.Lungo tutto i lato sinistro viene costruito il capannone-cucina-posto di lavorazione e conservazione di frutta e verdura che riusciremo a produrre o a comperare nelle varie stagioni dell'anno. Ci sarà la produzione di frutta: fatta essiccare al sole o lavorata e preparata come confettura o marmellata potrà essere usata anche al termine della stagione specifica di un frutto particolare. La stagione del mango, dell' avocado, della papaya... per andare oltre l'emergenza della fame che inizia appena l'ultimo frutto di mango viene raccolto. Superare i limiti della mancata conservazione di tanti prodotti e' quanto vogliamo raggiungere. Ci sarà in particolare la produzione della salsa di pomodoro. La zona di Balaka e' tra le più ricche produttrici di pomodori che però scadono di valore nella stagione del raccolto per poi diventare introvabili e costosissimi negli altri mesi. In mancanza di altre varietà per la cucina, la dieta della famiglia malawaiana fa grandissimo uso del pomodoro perchè riesce a trasformare anche poche erbe insipide in un piatto appetitoso. ![]() ![]() Questo e' probabilmente l'uso maggiore che questo progetto intende portare avanti.
Tutto attorno abbiamo messo a dimora qualche centinaio di piante da frutta, cercando di raccogliere tutti i tipi possibili di frutta della zona.
Studieremo anche la possibilità di inserire altri alberi da frutta... resta un sogno il kiwi, il litchi del Madagascar, ma anche alberi come l'ulivo che ancora non si e' riusciti in Malawi a renderlo produttivo. L'albero di ulivo cresce bene, diventa grande ma non ha mai prodotto un singolo frutto... Le possibilità sono davvero tante, ma vorremmo che nel suo piccolo diventasse quello che l'università di Agricoltura del Malawi produce a un livello più alto di formazione... insomma vorremmo essere l'università del villaggio per l'agricoltura ci produzione e conservazione.Le piantine messe a dimora sono tutte state innestate e possono garantire un buon risultato soprattutto come esempio e scuola per le famiglie che vorremmo imparassero a produrre cibo in abbondanza anche per stagioni difficili come quella attuale.
Piante ancora piccole... ma così iniziano tutte le nostre avventure... ne sa qualcosa la macchina da scrivere venuta da Ostia. Un saluto lungo lungo che duri da qui fino a quando sbarcherete ancora in Malawi. Vi aspettiamo sempre e di tutto cuore p. piergiorgio gamba |
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| Ultimo aggiornamento ( venerd́ 04 novembre 2011 ) |



E' uno dei quattro progetti che ci siamo prefissati di seguire in questo nuovo anno. Padre Piergiorgio Gamba ci ricorda nella sua lettera quanto sia importante ed urgente per loro la nostra solidarietà
Le due linee in cemento ora si sono rafforzate e asciugate a sufficienza e domani verranno messi due containers 

Le possibilità sono davvero tante, ma vorremmo che nel suo piccolo diventasse quello che l'università di Agricoltura del Malawi produce a un livello più alto di formazione... insomma vorremmo essere l'università del villaggio per l'agricoltura ci produzione e conservazione.