Associazione Seconda Linea Missionaria Onlus

Adozioni a distanza - Aiuto concreto al Malawi - Preghiera e offerte - AIDS in Africa

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Notiziario

¤ Indice delle pagine del Notiziario di Ottobre 2005 (79^ Giornata Missionaria Mondiale):

L'Oratorio di S.Monica dona i risparmi della Novena di Natale

I bambini, i ragazzi e i loro genitori che hanno partecipato ogni mattina alle 7.30 alla NOVENA di NATALE dal 13 al 21 dicembre 2005 offrono i loro piccoli risparmi all'Associazione "Seconda Linea Missionaria" per ADOTTARE UNA MAMMA (oratorio dei genitori) e per COMPRARE MAIS per i bambini del Malawi in questo brutto periodo di siccità e carestia.
In particolare l'oratorio dei genitori offre Euro 230.00 per adottare una mamma e l'Oratorio dei Ragazzi offre Euro 685.00 per comperare Kg. 3.425 di MAIS.
In questo modo augura ai bambini e alle mamme del Malawi un Natale più sereno e al Gruppo Missionario un incoraggiamento a proseguire in questa opera meritoria nei confronti dei nostri fratelli più lontani, ma vicini per l'affetto e l'amore che ci lega a loro.

don Franco, Roberto e Sonia e gli animatori dell'Oratorio
Stefania e Gianfranco Cistriani e l'Oratorio dei Genitori.
 

La Regione Lazio finanzia un Ponte in Zambia

La Regione Lazio – Assessorato Ambiente e Cooperazione tra i popoli, attraverso l’Assessore Angelo Bonelli, ha offerto alla nostra Associazione , oltre al patrocinio del “Progetto per lo sviluppo della Zona di Mbenjele in Zambia”, un contributo di € 40.000,00 per la costruzione di un ponte nella Missione di Kalichero.
Nel territorio della Missione Cattolica di Kalichero, gestita da alcune decine di anni dal Missionario Italiano Padre Francesco Valdameri, il Governo Zambiano ha liberalizzato una parte della savana per i nativi i quali, circa 15.000 persone, hanno preso possesso dei terreni e con grande impegno e fatica hanno liberato aree da sterpaglie varie per le coltivazioni e creato delle piccole “farm” dove producono le risorse per il proprio sostentamento.
Il problema maggiore che hanno questi abitanti è rappresentato da due fiumi che attraversano questo territorio e che isolano le varie comunità per circa 5 mesi l’anno (ottobre-febbraio) durante il periodo delle grandi piogge.
La Parrocchia di Kalichero si è impegnata a risolvere questo problema di isolamento e di disagio della popolazione e, pur non avendo la possibilità economica, si è verbalmente impegnata per costruire due ponti (relativi ai due fiumi) sperando che attraverso iniziative di istituzioni o di semplici cittadini italiani si possano raccogliere i fondi per realizzare il progetto dei due ponti e, in seguito, anche la soddisfazione delle altre necessità della zona quali scuole, ambulatori, pozzi e strade. Per questo P. Francesco Valdameri, approfittando delle vacanze triennali, ci ha contattati chiedendoci aiuto per la realizzazione di almeno uno dei due ponti.
Al nostro relativo appello ha risposto, appunto, la Regione Lazio, che ha formalizzato proprio in questi giorni il proprio patrocinio e il relativo impegno economico.

14 novembre 2005

 

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La Missione è compito di tutta la Chiesa - di Mons. Giovanni Falbo, parroco di S. Monica

Il mese di Ottobre, con l’inizio del nuovo anno pastorale e, quindi, l’avvio di tutte le attività parrocchiali, come sempre, rimette a fuoco la missionarietà come impegno della Chiesa nel suo complesso. Ottobre è il mese missionario per eccellenza. Oltre alla penultima domenica, che è la giornata missionaria mondiale, anche le altre domeniche e le altre settimane vogliono aiutarci a vivere la dimensione missionaria che, ovviamente non si esaurisce nella raccolta di offerte, anche se queste sono necessarie per sostenere l’opera della evangelizzazione in paesi del terzo mondo, ma comprende tanti altri impegni. Anzitutto, quello della preghiera: siamo convinti, infatti, che “se il Signore non costruisce la casa, invano si affaticano i costruttori” (Sal 127,1). Inoltre, per condividere l’azione missionaria, è necessario conoscere: informarsi sulla vita della Chiesa, le sue realizzazioni, le difficoltà con cui gli uomini ostacolano la diffusione del messaggio di salvezza, la testimonianza dei missionari che non raramente, anche ai nostri giorni, giunge al martirio vero e proprio con l’effusione del sangue. E poi, consapevoli di essere il supporto ai missionari che combattono in prima linea, come seconda linea missionaria, possiamo fare molto offrendo al Signore i nostri sacrifici: S. Teresa del bambin Gesù è stata proclamata patrona delle missioni, insieme a S. Francesco Saverio, pur non essendosi mai mossa dal suo monastero, in quanto, con l’offerta a Dio delle sue sofferenze, ha aiutato enormemente i missionari nelle fatiche apostoliche.
Il nostro interesse deve essere a trecentosessanta gradi verso tutta l’azione missionaria della Chiesa. Ma, in particolare, per essere incisivi e poter portare a compimento qualche realizzazione concreta, ci siamo gemellati con la diocesi di Manghochi in Malawi, una delle zone più povere del pianeta. C’è uno scambio molto significativo tra le nostre due comunità attraverso i missionari monfortani e i sacerdoti locali che aumentano sempre di più e che, venendo a Roma, non tralasciano di portare la loro testimonianza nella nostra parrocchia. Particolarmente suggestivi sono stati gli incontri con una nutrita rappresentanza di quella diocesi per l’anno santo con la Messa da loro animata e con il complesso “Alleluya Band”, che anche recentemente si è esibito nella nostra sala parrocchiale.
Abbiamo portato a termine tante microrealizzazioni in Malawi: pozzi, scuole, case, chiese, ospedaletti, e ogni anno, attraverso le adozioni a distanza, cerchiamo di dare un sostegno ai bambini orfani. La fame è sempre in agguato tra questi nostri fratelli, ma quest’anno particolarmente la situazione è drammatica, come segnalato da tante organizzazioni internazionali. Leggiamo gli appelli dei missionari in questo giornalino e non esimiamoci dal fare la nostra parte. Il Signore ci ricorda che riterrà fatto a lui quanto facciamo per il più piccolo di fratelli.
Invoco su tutta l’attività missionaria della Parrocchia la benedizione del Signore,

 

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La missione cattolica come strumento di Promozione Umana - di Paolo Aragona

Lo scorso 31 agosto, di ritorno dalla GMG di Germania, insieme all’Alleluya Band – affermato gruppo musicale cristiano del Malawi - è venuto a trovarci nel nostro salone parrocchiale P.Mario Pacifici, il nostro carissimo amico e Parroco di Balaka, la missione nella quale si concentrano la maggior parte dei nostri bimbi adottati. A lui il coordinamento “Ostia per l’Africa” ha consegnato i primi 25.000 € per la costruzione di una scuola primaria a Matola. Nel ricevere la somma P.Mario, nell’apprezzare la fiducia che tanta gente ripone nei missionari cattolici, non ha fatto mistero di come la realtà politica e gli organismi internazionali siano al contrario così spesso avari di donazioni ai missionari, consapevoli forse – e lo ha ironicamente sottolineato – che se i soldi passassero attraverso i progetti dei missionari cattolici, sarebbero talmente ben spesi che nessun altro potrebbe trarne un vantaggio personale.
Tempo fa una altro amico missionario del Senegal, P.Pippo Giordano, ci rivelò di come un pozzo costruito dai missionari, anche se con mezzi spesso inadeguati, si potesse realizzare con circa 5000 € mentre il pozzo donato a una comunità del Senegal dall’UNICEF era venuto a costare venti volte di più perché c’erano da pagare le trasferte all’ingegnere, al funzionario… e i costi lievitavano sensibilmente.
Questa, cari amici, è una realtà che non dobbiamo nasconderci. L’esercito delle centinaia di migliaia di missionari che nella totale gratuità, a costo della propria vita, invade silenziosamente le realtà più povere della terra fa paura. Fa paura a quanti colgono in questa enorme potenzialità positiva una minaccia per gli interessi privati, per l’arricchimento personale, per la colonizzazione economica delle risorse locali. Il missionario invece dona senza interesse alcuno, non si preoccupa a quale religione si appartenga, non si aspetta un grazie e perdona quando riceve in cambio odio o disprezzo.
La Chiesa cattolica è senza dubbio la più grande e capillare organizzazione “no profit” del mondo dove l’unico interesse è la promozione dell’uomo integrale e un mondo più giusto ed equilibrato dove non ci siano sprechi, guerre tribali, guerre totali. Eppure questo esercito di missionari non si vede nelle piazze, non sventola bandiere, non si fa incatenare in logiche di lobbies e in ideologie politiche. Nel mondo dei media, dove anche chi fa quasi nulla, sventola bandiere di appartenenza e lascia che la sua gratuità diventi merce di scambio, i nostri missionari operano, si sacrificano, si ammalano e persino muoiono nel assoluta consapevolezza che è bene per tutti che “la mano destra non sappia cosa fa la sinistra”. A loro tutta la nostra ammirazione e il nostro sostegno perché stanno costruendo un mondo più giusto anche per i nostri figli.

 

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Programma per il 2006 e appello per la Carestia - di Giuseppe Aragona

L’Associazione “Seconda Linea Missionaria” proseguirà in questo prossimo anno 2006 nelle iniziative intraprese in quest’anno 2005 ritenute dai missionari del Malawi più necessarie per quelle popolazioni. Mi riferisco, oltre che alle adozioni a distanza, che riteniamo le più importanti, all’arredamento della scuola primaria S. Agostino, all’ultimazione della Scuola Professionale d’arte e mestieri con relativo alloggio per 200 bambini che abitano in villaggi lontani e alle aule scolastiche per mamme analfabete. Tutte queste opere sono in via di ultimazione ma mancano ancora i soldi per riprendere i lavori. Una buona notizia, invece, riguarda l’asilo di Kankao la cui costruzione è stata finanziata e dal prossimo gennaio, data di inizio dell’anno scolastico, oltre 100 bambini potranno frequentarlo. Lo chiameremo ancora Santa Monika.
Noi ce la stiamo mettendo tutta, ma, purtroppo, cose più urgenti ci costringono a volte a sospendere cose tanto importanti per necessità ancora più urgenti ed impellenti… Mi riferisco alla nuova carestia che sta colpendo il Malawi in questo periodo.
Una nostra giovane amica di Bergamo che pochi giorni fa è partita per il Malawi, dove si fermerà per un anno di volontariato, mi scrive:
“ Caro sig. Giuseppe,
Un caro saluto dal Malawi. Qui fa davvero caldo, la terra è secchissima, ma gli alberi misteriosamente riescono a trovare l’energia per essere verdi e colorarsi di splendidi fiori. Sono arrivata da pochi giorni ma mi sembra di essere qui da sempre. La gente è terribilmente affamata e ogni momento si fa l’esperienza di bambini, di mamme, di anziani che chiedono da mangiare; cibo, perché i soldi sono troppo pochi per comprare il granoturco che al mercato costa troppo. Stasera siamo andate a correre con i bambini e al momento del saluto, nel darsi l’appuntamento per la corsa serale di domani, due bimbe ci hanno detto che non sapevano se sarebbero venute a farci compagnia… Perché? Perché hanno fame… Bisogna fare qualcosa… non so se si può pensare ad un appello ai genitori dell’adozione o a chi in Italia si prepara alle folli spese per i regali di Natale… Chissà se voi di Ostia che avete molte conoscenze potete fare qualcosa… Ne parlerò con Padre Piergiorgio, magari si potrebbe scrivere nella prossima chikalata….ma è troppo tardi aspettare la chikalata… Un abbraccio Betta”
Padre Piergiorgio aveva già scritto e troverete la sua lettera in un’altra parte del giornale. La situazione del Malawi è veramente grave, forse la più grave di questi ultimi anni.
L’Associazione “Seconda Linea Missionaria” ha aperto una sottoscrizione per aiuti a quella popolazione. Se riusciamo a raccogliere una buona somma i missionari potranno recarsi in Sud-Africa dove c’è stata una buona produzione di mais e quindi si potrebbe comprare a buon prezzo. Avevamo pensato di raccogliere alimenti in Italia e inviarli via container; ma, il tempo eccessivamente lungo di viaggio (circa due mesi) e il costo eccessivo del trasporto (circa 6.000 euro) ci hanno fatto desistere.
 

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Ti mangia la fame - di P.Piergiorgio Gamba

Balaka, 27 settembre 2005 ore 00,45
Ti mangia la fame (1)
Nei racconti che si ripetono nelle notti di luna piena, è sempre presente l’immagine del nemico pauroso. Sia nel profondo della foresta come nei vasti spazi della savana è il leone che più fa paura. Il leone non solo ti intimorisce con il suo ruggito: il leone ti mangia.
Nella realtà della vita quotidiana dei villaggi africani, ora come in passato, il nemico più pericoloso non è più l’animale per quanto grande o quanto pericoloso che sia. Nemmeno l’elefante che può distruggere tutto il campo o la iena che si avventa sui villaggi a fare strage quando è infetta di rabbia.
Il vero nemico, quello che vedi crescerti accanto, quello da cui non riesci a difenderti è la fame. Così ripete il ritornello della canzone famosa Njala nchirombo –“La fame è una belva. La fame è in agguato, la fame ti entra dentro, la fame ti sbrana”.
Ed è proprio la fame che sta impadronendosi ancora una volta dei villaggi del Malawi, un paese a sud dell’equatore che conta dodici milioni di abitanti
Dopo annate di raccolti insufficienti, incapaci di creare delle scorte per periodi di emergenza, la siccità che quest’anno ha colpito tutta la fascia sub-Sahariana stà seminando il panico. Il grano che rappresenta l’alimentazione di base per piccoli e grandi, ormai si acquista o baratta misurandolo a chicchi. E’ venduto e comperato ai margini delle strade perché al mercato non è rimasto nulla.
E’ una storia lunghissima: ci sono dissertazioni e trattati che meriterebbero tutti di essere ricordati e basterebbe ricordare il Genetically Modified Food, l’esperienza del commercio equo e solidale, la collaborazione internazionale il tentativo di cancellazione del debito internazionale dei paesi poveri, la politica autodistruttiva presente in Zimbabwe, il paese granaio dell’Africa or ridotto alla miseria….
Questa sera, nel nostro villaggio i discorsi si arenano e non trovano nessuno disposto a proseguirli.
Ed è proprio questo senso di sconfitta annunciata a rendere più urgente il nostro grido di allarme. Questo è l’ultimo SOS inviato sulle carreggiate di internet, a percorrere linee immaginarie che lo portino lontano.
La gente dice che si sente già la puzza della fame.
Il numero dei ragazzi che non frequentano più la scuola per mancanza di cibo stà spopolando le aule dei villaggi.
I pazienti degli ospedali governativi non accettano di essere dimessi per non perdere l’unico pasto che vi ricevono.
Aumenta il numero dei carcerati, persone che si fanno arrestare per avere qualcosa da mangiare in carcere.
Gli anziani in particolare, sempre più spesso vanno a cerca nella foresta frutti che in passato sapevano ripulire da sostanze velenose spesso presenti e trasformarli in cibo commestibile..
Il governo è interamente paralizzato da dispute interne inconcludenti. La democrazia conquistata con anni di sofferenze è involuta nella corruzione ai più alti livelli dello stato ed è incapace a sfamare la sua gente.
Da pochi giorni è cominciato l’estate e la calura in grande aumento porta la poca acqua rimasta nei rigagnoli sempre più in profondità nei letti di fiumi.
Ecco, questa è puzza di fame, e sta inesorabilmente intasando il paese. Il Malawi si prepara così a vivere questi ultimo scorcio di un anno che non sembra voler finire. Da sette mesi non piove e la terra è riarsa in attesa delle piogge che potrebbero anche tardare fino a gennaio del nuovo anno. Allora il paese potrà rifiorire, la terra riporterà i frutti e il raccolto nuovo permetterà al paese di ricominciare. Allora però non ci sarà nemmeno il grano da semina, già tutto consumato, e anche la pioggia arriverà invano..
Il costo del grano sta lievitando ogni giorno. Il governo incapace di calmierare i prezzi ha stabilito un prezzo di 850 Kwacha del Malawi al sacco. Un prezzo che è già raddoppiato, quando ancora mancano tanti, troppi mesi prima di un possibile raccolto.
In questo nostro mondo sempre più piccolo è possibile prevedere i tifoni ed evacuare intere città. Per noi che vediamo crescere il livello della disperazione e possiamo analizzarne i segnali di mesi terribili a venire, ci resta solo che rilanciare nel mondo il pianto, la paura e la sofferenza di chi è aggredito e rischia di essere divorato dalla fame.
Sulle autostrade di internet, come nei passaparola dei gruppi missionari, delle ONG sempre attente, lanciamo il nostro SOS che ci permetta di comperare immediatamente farina e grano da semina da poter nascondere e custodire fino all’arrivo delle piogge.
Dieci euro, un sacco di grano da 90 Kg.
Dieci euro 15 kg di grano trattato contro le termiti che se lo mangerebbero appena seminato.
Dieci euro di speranza per sopravvivere ancora un anno.
Il Malawi del milione di ragazzi orfani, del 25 per cento della sua popolazione sieropositiva, di studenti che non frequentano più, di gente che sceglie la prigione come un ultimo rifugio…
Il Malawi, un paese così povero che non gli è stato nemmeno cancellato il debito estero.
Si fa carico di questa iniziativa di solidarietà la “Casa a Metà Strada”, la Half-Way Home, un’iniziativa che a Balaka ospita chi esce di prigione e cerca di reinserirsi nella società imparando un mestiere.
“Noi che siamo stati in carcere e abbiamo offeso la nostra gente, vogliamo dare le nostre mani e il nostro lavoro per salvare i nostri villaggi dallo spettro della fame. Con il tuo aiuto possiamo ancora vincere questa guerra contro il tempo e impedire che sia la fame a mangiare la gente. Assieme possiamo traghettare i nostri villaggi fino al prossimo raccolto”.
La Half-Way House mette a disposizione tutta la possibilità di organizzare i trasporti, la conoscenza del paese fino all’ultimo villaggio e il desiderio di dare un segno di speranza.
 

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17 Maggio 2005; una serata importante! Da Avezzano Ilario D'Ascanio ci racconta

E’ una serata importante per la nostra associazione, siamo a Paterno, frazione di Avezzano, dove abbiamo organizzato un concerto di beneficenza i cui proventi saranno destinati in parte all’acquisto di macchinari per la sala operatoria parto ed in parte per comperare grano ai nostri bambini adottati in previsione della carestia che probabilmente colpirà il Malawi causa la siccità che ha distrutto tutto il raccolto. Siamo un po’ preoccupati visti i nuvoloni neri che si addensano nel cielo di Paterno, ma sia don Antonio Salone (parroco di Paterno) che don Gaetano ci tranquillizzano (pare abbiamo parlato con il Loro Capo supremo che li ha rassicurati sull’esito della serata). D’altra parte don Gaetano sarà il protagonista della serata insieme al suo complesso e non sarebbe bello che la festa fosse rovinata dalla pioggia. Don Gaetano è il parroco di Fossa (paese in provincia di L’Aquila); con la sua parrocchia ha adottato sei bambini dei villaggi di Balaka tramite la nostra associazione; è nigeriano e quindi sente ancora di più il problema degli orfani dei paesi africani. Come per incanto, nei minuti precedenti l’inizio del concerto il cielo si apre e così alle 21.30, davanti ad un pubblico molto caloroso, il concerto può avere inizio. E don Gaetano e gli altri membri del gruppo offrono un grande spettacolo e l’atmosfera che si respira è veramente di grande festa in quanto il don è un trascinatore nato.
Alla fine della serata tutti soddisfatti, grazie di cuore a tutte le persone intervenute ed a tutti quelli che hanno permesso la buona riuscita della serata.
A distanza di quattro mesi da quella serata le previsioni di carestia per il Malawi sono diventate realtà ed oggi siamo davanti ad una situazione di grave emergenza.
Si pensi che quest’anno in agosto al mio arrivo a Balaka il costo di un sacco di grano di 50 Kg era di 3,5€, quando sono ripartito, dieci giorni dopo, si era raddoppiato, segno che già cominciava a scarseggiare; immaginiamo che cosa avverrà nel periodo di dicembre-febbraio quando si raggiungerà il culmine della carestia. Le organizzazioni internazionali hanno stimato che quattro milioni di persone (un terzo della popolazione del Malawi) saranno interessati al problema, del quale per fortuna non risentiranno i nostri adottati e le loro famiglie grazie al nostro aiuto. In questa particolare situazione sarebbe ancora meglio che tutti noi inviassimo insieme ai soldi per il pacco di Natale destinato ai nostri bambini, 10€ in più, con i quali i missionari potrebbero comperare un sacco di grano da destinare a una famiglia. In questo modo faremo felice il nostro bimbo e salveremmo da morte sicura molti membri di una famiglia “sconosciuta”.
Spesso mi domando quale sia il sogno più grande che un essere umano può sperare di realizzare sulla terra, di certo non ne esiste uno solo, ma molteplici a seconda della persona (sposarsi, avere figli, essere liberi, vivere in un mondo di pace, ecc), sono però sicuro che tra i sogni più belli di ognuno di noi c’è quello di salvare una vita umana e noi tutti con la nostra adozione abbiamo realizzato questo sogno.

 

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Dott. Carlo Spini: appunti africani

All’inizio del XXI secolo, il reddito annuo delle 70 famiglie più ricche del mondo supera quello annuo complessivo di 1.455.000.000 di persone che abitano nell’emisfero sud; in una sola mezza giornata ,l’esercito nordamericano spende l’equivalente di quanto l’ONU ha a sua disposizione in un anno intero per combattere in Africa l’HIV-AIDS(vedi Nigrizia 9/2005).
In un incontro dei leader dei paesi più ricchi del mondo, avvenuto agli inizi del XXI secolo si declinò l’invito a mettere a disposizione delle agenzie umanitarie 13 milioni di dollari.
Un rifiuto crudele, perché gli abitanti di una sola nazione, gli Stati Uniti, consumano ogni anno 17 milioni di dollari in cibo per cani e gatti; la Comunità Europea sovvenziona per ogni mucca 913 dollari l’anno, destinando 8 dollari l’anno agli affamati abitanti del continente africano.
In occidente viene detto che il popolo africano deve incentivare l’agricoltura e quindi aumentare il proprio reddito, ma come questi agricoltori potranno competere con gli agricoltori del nord, che grazie alle sovvenzioni statali, sono in grado di invadere i mercati africani con prodotti a basso costo?
Ed inoltre Banca mondiale e Fondo monetario dicono che uno e’ ufficialmente povero se ha meno di 1 dollaro al giorno. In molte nazioni africane con 1 dollaro al giorno si muore di fame ed in altre è solo un miraggio, un sogno notturno.
La lettera pastorale del Maggio 2005 della Conferenza Episcopale del Kenya offre una interpretazione del debito africano e della sua cancellazione alla luce della Scrittura: “Vogliamo invitare tutti a focalizzarsi sulla parabola dell’uomo ricco e del povero Lazzaro riportata nel Vangelo di Luca. E’ facile vedere nel ricco il rappresentante del Nord ed in Lazzaro quello del Sud sottosviluppato e povero.
Il ricco ignora la triste sorte di Lazzaro. Per questo, il suo nome non e’ riportato, mentre tutti conosciamo il nome del povero.
Ignorare la triste situazione in cui versano milioni di poveri e non curarsi delle negative conseguenze che le proprie azioni possono avere sul loro destino significa non avere dignità umana: i propri nomi saranno dimenticati”
E ancora citando Giovanni Paolo II, la lettera paragona l’Africa odierna all’uomo che scendeva da Gerusalemme a Gerico: cadde nelle mani dei briganti che lo spogliarono, lo percossero e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto.
“L’Africa e’ un continente in cui molti esseri umani sono distesi sul bordo della strada, malati, feriti, impotenti, emarginati e abbandonati.
Hanno un bisogno estremo di buoni samaritani che vengano in loro aiuto.”

 

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Adozioni news - di Piero Rolleri

Carissimi tutti delle adozioni a distanza, siamo arrivati alla fine di un altro anno scolastico che in Malawi termina con il mese di novembre e purtroppo le notizie che ci giungono da Balaka, sede dell’ufficio Adozioni, non sono buone. La lunga siccità ha bruciato il raccolto e la fame si fa sentire in tutti i villaggi. Molti bambini hanno abbandonato la scuola in anticipo per poter cercare nelle foreste e nelle savane qualcosa da mangiare. Troverete l’appello e le modalità per poterli aiutare nel giornalino.
Ci sono giunte molte richieste di notizie e di foto dei bambini adottati. Vi possiamo garantire che tutti gli sforzi vengono fatti per potervi accontentare.
Ma bisogna ricordare che i circa 4.000 bambini adottati vivono sparsi per decine di villaggi non sempre raggiungibili facilmente(vengono visitati una volta al mese). I missionari sono pochi ed hanno mille altre emergenze da affrontare quotidianamente. Inoltre per attivare comunicazioni più frequenti dovrebbero essere tolti euro dalla quota annuale sottraendoli a necessità più urgenti, quali l’alimentazione, gli studi e l’assistenza medica.
Abbiamo concordato con l’ufficio adozioni di Balaka che verranno inviate:
-la pagella ogni anno
-la “chikalata”due volte l’anno
-la foto del bambino ogni tre anni.
Verranno inoltre avvisate le famiglie il cui bambino termina l’adozione (avranno la foto ed il certificato di fine adozione), e quelle impegnate con la scuola superiore (il costo dell’adozione aumenta a 250,00 euro) .
In una situazione dove il problema maggiore è quello di rimediare almeno un piatto di polenta al giorno è il massimo che si può avere e comunque ricordiamoci che anche questo è sempre dipendente dalla situazione locale.
Spero che tutti voi continuerete con la vostra adozione con tutto l’amore che finora avete dimostrato, magari aiutandoci a far adottare altri bambini che aspettano di poter frequentare la scuola e di essere assistiti come tutti gli altri.
Grazie a tutti per quello che avete fatto e che continuerete a fare.

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Appello per l'adozione di una mamma

Cari amici,
Lo scorso anno nel mese di novembre ci siamo incontrati a Santa Monica col dottor Carlo Spini, missionario in Malawi, che ci ha reso testimonianza del lavoro che come medico sta svolgendo in 11 ospedali per curare mamme ammalate di aids e assisterle al momento del parto perché il nascituro nasca immune dalla malattia.
Ricorderanno, coloro che erano presenti, che abbiamo promesso al dottore di assistere con l’aiuto in danaro, almeno 60 mamme con i relativi neonati, provvedendo al pagamento delle spese necessarie .ammontanti a 230 euro l’anno ad unità.
Madre Teresa di Calcutta diceva che il mare è formato di tante gocce. Così, anche un euro unito a tanti altri potrà salvare tante vite umane.
Purtroppo, quest’anno siamo ancora lontani dal raggiungere la somma dello scorso anno (60 per 230 = 13.800 euro). Ci aiuterete ancora?
Il dottor Spini ritornerà ‘per una breve vacanza in Italia a fine novembre ed ha promesso che verrà prima Natale a Ostia a ritirare personalmente la somma raccolta
Con l’occasione ci potremo incontrare tutti nel salone della Parrocchia S. Monica di Ostia e sentire dalla sua viva voce le ultime notizie dal Malawi.

 

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